Amore Familiare: veglia per la Libia

Nella notte tra sabato 26 e domenica 27 marzo preghiera e adorazione nella parrocchia di San Gregorio VII guidata dal cappuccino padre De Filippis. La conclusione con l’Angelus del Papa di Salvatore Cernuzio

«Nei giorni scorsi le preoccupanti notizie che giungevano dalla Libia hanno suscitato in me viva trepidazione e timori. Prego per coloro che sono coinvolti nella situazione di quel Paese e rivolgo un pressante appello a quanti hanno responsabilità politiche e militari, perché abbiano a cuore l’incolumità e la sicurezza dei cittadini e garantiscano l’accesso ai soccorsi umanitari. Alla popolazione desidero assicurare la mia commossa vicinanza, mentre chiedo a Dio che un orizzonte di pace e di concordia sorga al più presto sulla Libia e sull’intera regione nord africana». Con queste parole, pronunciate durante l’Angelus di domenica 20 marzo, Benedetto XVI ha lanciato un appello a tutti i fedeli, presenti in piazza San Pietro e non solo, di pregare costantemente per chi, in questi giorni, sta vivendo difficili momenti nel paese africano.

E c’è chi ha prontamente risposto all’invito del Santo Padre: l’Associazione Famiglia piccola Chiesa- Movimento dell’Amore Familiare, guidata da don Stefano Tardani, ha, infatti, organizzato, nella parrocchia di San Gregorio VII, una “Veglia di preghiera per coloro che sono coinvolti nella drammatica situazione della Libia”. La celebrazione, aperta da padre Carmine De Filippis, ministro provinciale dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini, si terrà sabato 26 marzo alle ore 21 e si protrarrà fino alle 7 del giorno successivo, per concludersi con la Santa Messa domenicale. Ad animare la notte di preghiera e adorazione del Santissimo saranno tutte le famiglie del Movimento, che alle 12 di domenica 27 si sposteranno poi in piazza San Pietro per l’Angelus e la benedizione del Papa.

Spiega don Stefano Tardani: «La Veglia è aperta a tutti quelli che desiderano unirsi alla preghiera in questi momenti particolarmente dolorosi. È, infatti, una circostanza estremamente delicata, che coinvolge non solo le popolazioni libiche, ma tutti noi. Occorre, perciò, essere uniti e chiedere al Signore di donarci sapienza e, soprattutto, lungimiranza, per riflettere adeguatamente sulle scelte del futuro».

25 marzo 2011

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