Banco editoriale, i nostri libri preferiti in regalo ai detenuti

Iniziativa di Acli e Feltrinelli. Dal 15 al 24 novembre sarà possibile donare i volumi acquistati per realizzare una biblioteca nel carcere di Rebibbia. Luca Barbarossa: «Regalerei i racconti di Woody Allen» di Paola Proietti

Comprare il libro che ci ha cambiato la vita e scriverci una dedica per regalarlo a chi è detenuto in carcere. Messaggi che viaggiano attraverso la cultura e in più, aiutano a incrementare i volumi nelle biblioteche carcerarie. Questo l’obiettivo della II edizione del Banco Editoriale, creato da Acli in collaborazione con La Feltrinelli. Dal 15 al 24 novembre si potrà entrare in una qualunque libreria La Feltrinelli di Roma, ma anche a Verona, Milano Salerno e Palermo, acquistare il nostro libro preferito e lasciarlo ai volontari delle Acli all’interno della libreria stessa. Ogni volume raccolto sarà utilizzato per realizzare nuove biblioteche nelle carceri di 6 città italiane. A Roma, a beneficiarne sarà la Casa circondariale di Rebibbia. Inoltre, La Feltrinelli devolverà alle Acli di Roma il 15% del prezzo di copertina dei libri acquistati. Un’ iniziativa che lo scorso anno ha permesso di raccogliere oltre 3000 volumi, finiti poi sugli scaffali delle biblioteche di quattro associazioni, tra cui il carcere minorile di Casal del Marmo.

L’idea del Banco Editoriale nasce due anni fa dal Presidente delle Acli di Verona, Lorenzo Fazzini: «Io parto dall’esempio dello scrittore inglese Joseph Pearce, oggi uno dei massimi esperti al modo di G. K. Chesterton, altro grande scrittore. Pearce, da ragazzo, amava piazzare bombe, era una terrorista. In carcere, all’età di 15 anni, ha incontrato Chesterton che ha cambiato totalmente la sua vita tanto da farlo diventare un “pacifico intellettuale”: in pratica, invece di piazzare bombe, si è messo a piazzare libri. Questo vuol dire che la lettura, di qualunque genere, i classici, i testi religiosi, le poesie, i romanzi, i saggi, è un’occasione per aprire la mente. Chi è rinchiuso in carcere può, grazie ad un libro e grazie anche all’amicizia che questo libro testimonia da chi è fuori, ricevere una ventata di libertà».

In Italia ci sono delle realtà carcerarie con biblioteche molto fornite, come ad esempio a Como. Fazzini ha fatto ricerche e sondaggi e ha notato che i detenuti partecipano volentieri agli eventi culturali organizzati con scrittori, attori, registi. Ne sa qualcosa Luca Barbarossa, volto scelto dalle Acli di Roma come testimonial dell’iniziativa perché «è una persona molto sensibile alle tematiche sociali sia in Italia, sia all’estero, ha una cultura sobria ma efficace», ha detto Cecilia Cecconi (nella foto con Luca Barbarossa), Presidente delle Acli di Roma.

Barbarossa organizza regolarmente concerti e partite di calcio benefiche nelle realtà carcerarie. Il libro che gli ha cambiato la vita è stato Delitto e castigo: «Certo, regalarlo ad un detenuto forse non sarebbe il massimo, è un libro troppo didascalico, ma la tematica che Dostoevskij porta avanti è ancora attuale. Per me, è stato un testo importante. Forse, però, oggi regalerei libri più allegri, magari quelli di Woody Allen».

15 novembre 2013

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