“Bene così” per Alex Britti

Il cantautore romano torna con un nuovo album e un tour che lo porterà il 25 luglio al Foro Italico. Al centro, testi schietti, che raccontano la fatica di vivere «in questo mondo di matti» di Concita De Simone

Dopo 4 anni di assenza, torna sulla scena musicale italiana Alex Britti, uno dei musicisti blues e cantautori più apprezzati, apprezzato anche da Mina che ne ha interpretato un celebre brano, dall’11 giugno su tutte le radio con il nuovo album “Bene così”, per la It.pop/Artist. Un disco più rock dei precedenti, merito anche della nuova band che lo ha accompagnato in studio, in cui spicca Mel Gaynor, batterista dei Simple Minds. Un disco anche più immediato, ma, d’altra parte, «i dischi cambiano, perché è la vita che cambia» ammette lui stesso nelle note di presentazione dell’album.

«Sono passati quattro anni dal mio ultimo disco: una volta arrivati alla mia età è un ritmo abbastanza naturale – ha raccontato il cantautore, classe 1968, colpito in questi giorni da un lutto in famiglia -. Non lo è farne uno l’anno, come fanno molti miei colleghi, che magari tirano fuori sempre lo stesso disco. Chi non cambia, non fa ricerca artistica, ma discografica. Un certo tipo di “alimentazione culturale” porta alla morte». E il tempo, per Alex Britti, è trascorso vivendo pienamente, senza fretta, ogni attimo che scorre, ogni concerto, ogni viaggio, ogni emozione, sempre più lontano dai ritmi e dai modi di vita della pop-star.

Nel cd appena uscito, che contiene anche “Gli occhi dei bambini”, inedito di Stefano Rosso, cantautore trasteverino doc scomparso nel 2008, ricevuto dal figlio David, Alex ha messo al centro i testi. «Se scrivi lasci qualcosa», sottolinea lui, che li ha scritti tutti, fatta eccezione per l’inedito di Rosso, e per “Senza chiederci di piu”, composta con l’amico d’infanzia Federico Zampaglione. Testi immediati, schietti, che raccontano la fatica di vivere «in questo mondo di matti», come canta in “Baciami (e portami a ballare)”, il primo singolo estratto, brano ironico e leggero, accompagnato da un video ispirato al film “Beeing John Malkovich”, in cui è la strada, la stessa percorsa per anni, a fare domande ad Alex, è la nuova vita che sorprende «la vita che già era in me».

Ascoltando gli altri brani, troviamo pensieri, stati d’animo, gli affetti privati, le «banali concretezze appese a un filo di malinconia», come canta nella title-track “Bene cosi”, canzone nata d’istinto, in un paio di giorni, di cui Alex va particolarmente fiero. Una ballad languida, spiega ammettendo che «alle volte l’amore lo trovi nelle cose più semplici, più vicine. L’amore è come la chitarra: vai dal liutaio, ti fai fare la chitarra dei tuoi sogni e quando è assemblata non ti piace. Poi passi davanti a un negozio, neanche ci pensavi più, ed è lì: è la chitarra dei tuoi sogni, è perfetta. In amore alle volte ti prefiggi una tipologia di persona da avere accanto, poi trovi qualcuno a cui chiedi di essere quella cosa lì e non funziona. Devi imparare ad amare le persone per quello che sono, non per come te le sei immaginate tu».

Altra canzone piena d’energia e poesia è “Romantici distratti”, un testo, spiega Britti, che «parla d’amore ma non è una storia d’amore; è un ragionamento, non un racconto». Ritrae l’immagine di tutti coloro i quali ancora sanno ridere e sognare, di «poeti coraggiosi» sensibili e curiosi, «siamo pezzi originali / c’è qualcosa che ci unisce tutti quanti / ma non siamo tutti uguali».

Sempre pronto a guardare l’Italia con un sorriso, come in “Fino al giorno che respiro”, dove con ironia e lucidità disegna una nuova geografia dell’Italia, da Torino a Napoli, da Firenze a Catania, chiudendo con una dichiarazione d’amore per un Paese che molti stanno lasciando, ma in cui «una festa a Trastevere ti illumina d’immenso». Britti vuole vivere (e canta) con “Passione e disincanto”, brano-manifesto di chi con i sogni riesce a trovare sempre nuovi obiettivi e prospettive.

Come sempre nei dischi del cantautore di Monteverde, alle canzoni si aggiungono due tracce strumentali, “Velox” e “Naomi”: ancora due canzoni d’amore, dedicate forse al suo più grande amore, la chitarra. Il prossimo 25 luglio sarà in concerto al Foro Italico.

14 giugno 2013

Potrebbe piacerti anche