Isee, via libera alle nuove regole. Il «no»delle associazioni familiari

Per il ministro Graziano Delrio si tratta di uno «strumento di equità e giustizia». “Famiglie numerose”: «Tiene conto solo in minima parte delle spese sostenute dai genitori per i propri figli» di R. S.

È arrivato ieri, giovedì 13, il via libera da parte della conferenza unificata, formata da governo, regioni, Anci e Upi, alle nuove regole dell’Isee (Indicatore della situazione economica equivalente). Uno «strumento di equità e giustizia più utile di quello precedente con cui si esce dal vizio italiano per cui chi fruisce di prestazioni agevolate non pensa che ne priva altri che ne hanno bisogno» ha detto Graziano Delrio, ministro per gli Affari regionali e le autonomie.

Quasi il 30 per cento della popolazione italiana che utilizza questo sistema per l’accesso alle prestazioni sociali sarà interessata dalle nuove regole. Nel nuovo sistema sono previsti abbattimenti del reddito per lavoro dipendente e pensioni. Novità per quanto riguarda l’abitazione: verranno considerati i costi sostenuti per il mutuo e per l’affitto e si considererà patrimonio solo il valore della casa che eccede il valore del mutuo in essere. Il valore della prima casa viene abbattuto a due terzi. La scala di equivalenza viene modificata tenendo conto delle famiglie numerose e in particolare dei figli successivi al secondo.

Cambiano anche le regole per la valutazione della disabilità. Verrà distinta in tre classi: media, grave e non autosufficienza. Verranno rafforzati i controlli sulla veridicità dei dati rilevati ai fini Isee. I rappresentanti dei Comuni e delle Province, Alessandro Cattaneo e Antonio Saitta, hanno sottolineto la maggiore equità del nuovo sistema e hanno assicurato un rafforzamento dei controlli. Il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani ha dichiarato all’agenzia “Dire” che «si tratta di un passo avanti nella direzione dell’equità: vengono così valutati i problemi delle famiglie. La disparità dei servizi rientra invece in un altro capitolo fondamentale che è quello dei livelli essenziali di assistenza».

Ma il nuovo indicatore non convince il Forum delle associazioni familiari che in un dossier mette in evidenza gli elementi da correggere. Tra i primi: «la maggior attenzione agli abusi derivanti da genitori non sposati che indicano diversa residenza; l’introduzione dell’Isee corrente nel caso di rilevanti e impreviste variazioni della propria situazione economica nel corso dell’anno, particolarmente significativo in questo tempo di crisi e di precarietà dei posti di lavoro; il calcolo del reddito figurativo delle attività mobiliari, insieme alla maggiore incidenza dei patrimoni rispetto ai redditi». Il nuovo strumento non convince del tutto nemmeno l’associazione Famiglie numerose. «Il nuovo Isee – ha detto il presidente Giuseppe Butturini, padre di dieci figli – tiene conto solo in minima parte delle spese sostenute dai genitori per i propri figli».

14 giugno 2013

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