Bilancio di Roma Capitale, l’appello di Caritas e associazioni

Monsignor Feroci alla vigilia dell’incontro di giunta: «Le difficili scelte economiche da compiere non siano a discapito dei più fragili». Le associazioni: la spesa sociale «non può essere diminuita» di F. Cif.

Mentre in Campidoglio si discute di bilancio, alla vigilia dell’incontro di giunta per l’approvazione la Caritas di Roma affida a un comunicato stampa l’auspicio che « gli amministratori della città siano consapevoli che il bene comune della collettività si traduce anzitutto nell’attenzione verso chi è più in difficoltà». Per questo «rinnova l’appello ai membri della Giunta Capitolina affinché le difficili scelte economiche che si apprestano a compiere non siano a discapito delle politiche sociali rivolte alla parte più fragile e sofferente della nostra città».

Nelle parole del direttore, monsignor Enrico Feroci, l’invito è a fare dei bisogni «degli ultimi, di chi non può scegliere», le priorità delle scelte dell’amministrazione comunale e dell’assemblea capitolina. Il sacerdote sollecita quindi a «perseguire politiche improntate al discernimento, alla giustizia sociale e alla solidarietà, dando seguito alle intenzioni più volte espresse dal sindaco Ignazio Marino e dall’attuale maggioranza nelle sedi istituzionali e negli incontri con le organizzazioni del volontariato».

Un appello al sindaco e alla giunta affinché «non un euro venga sottratto al finanziamento di tutti quei servizi destinati alla parte più fragile e sofferente della nostra città» è arrivato anche da Comunità di Sant’Egidio, Centro Astalli, Unitalsi, Ceis, Acli di Roma e provincia, Associazione Medicina solidale e Fondazione Banco Farmaceutico. «Siamo consapevoli del momento delicato e difficile che il nostro Paese e Roma stanno vivendo – scrivono in una nota congiunta -. La crisi impone decisioni pesanti che non possono essere evitate»: risparmiare, «seppur doloroso», può essere necessario. Tuttavia, avvertono i firmatari dell’appello, «sarebbe grave e ingiusto far pagare ai poveri e ai bisognosi si costi del risanamento di uno squilibrio di cui in definitiva sarebbero due volte vittime».

La spesa sociale, «già molto bassa» a Roma – questo il punto fermo espresso «a nome di quei cittadini romani che incontriamo ogni giorno nel nostro lavoro quotidiano di aiuto e di solidarietà» -, «non può essere per nessuna ragione ulteriormente diminuita». Ogni euro investito «per chi vive in condizioni di disagio e marginalità – continua l’appello delle associazioni – può dare frutti abbondanti in termini di sviluppo e di crescita economica, umana e civile».

30 aprile 2014

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