“Calcio e solidarietà”. La lezione di Damiano Tommasi agli studenti della Cattolica
Nell’ambito dei “Mercoledì della Cattolica”, appuntamento con il centrocampista della Roma e della nazionale che racconterà la sua esperienza di uomo e di giocatore di R. S.
Sport e violenza: quando lo stadio tace. Intervista a Damiano Tommasi di Federica Cifelli
Damiano Tommasi sale in cattedra alla Cattolica di Roma per una lezione su “Calcio e solidarietà”. Il centrocampista della Roma e della nazionale incontrerà domani, alle 13.30, gli studenti della sede romana dell’ateneo nell’Aula Vito del Policlinico Gemelli per una lezione-conferenza promossa dalla presidenza della facoltà di Medicina e chirurgia, in collaborazione con il Centro pastorale, nell’ambito dei “Mercoledì della Cattolica”: appuntamenti culturali su temi di attualità sociali, politica e religiosa.
In questi giorni in cui di calcio si parla solo per gli scandali e le partire truccate, le intercettazioni telefoniche ai protagonisti e i passi che si cominciano a muovere nelle procure giudiziarie, Tommasi racconterà agli studenti della Cattolica la sua esperienza di uomo e di calciatore: dagli esordi nel “suo” Verona – è originario di Negrar – fino al rapporto di “adozione” con la Capitale e la sua squadra, per la quale qualche hanno fa scelse di sottoscrivere anche un contratto al minimo federale consentito: 1.500 euro al mese. “Noi sportivi professionisti siamo gli idoli dei ragazzi e dobbiamo dare loro esempi positivi – dichiara il giocatore -. Spesso, soprattutto noi calciatori veniamo dipinti come egoisti e distratti, ma non è così: molti di noi si impegnano con continuità e nel silenzio in attività benefiche. Io cerco di fare il possibile, tenendo bene a mente che sono molto fortunato. Faccio un lavoro che per me è passione e sono ben retribuito. Questo è una gioia, ma anche una grossa responsabilità”.
16 maggio 2006