Canossiane, la dimensione missionaria

Le religiose si danno appuntamento nella parrocchia di Ognissanti per celebrare i 200 anni della loro congregazione di Federica Cifelli

La centralità di Cristo Crocifisso, «il nostro bene più grande», scriveva Maddalena di Canossa, e insieme l’amore preferenziale per i più poveri. È un cammino che dura da 200 anni, quello delle Figlie della carità Canossiane, sempre guidato da un’unica stella polare: «L’amore di Dio per noi, che si manifesta nel Crocifisso, e che ci trascina verso l’uomo da salvare». A spiegarlo è suor Caterina Geranio, che da qualche tempo lavora alla storia dell’Istituto, nato a Verona l’8 maggio 1808 e presente nella Capitale dal 1885. Proprio qui, nella sede di via Don Orione (nella foto)che ospita la Provincia europea delle religiose, le Canossiane si ritroveranno domenica 28 settembre per celebrare il loro bicentenario, alle 11, nella parrocchia di Ognissanti. Parteciperà anche suor Romana Sacchetti, che ricorderà i suoi 50 anni di vita religiosa vissuti in comunione con la sorella gemella, anche lei canossiana, da tempo in missione in Australia. Quindi per tutta la settimana le suore resteranno a disposizione per incontri di condivisione e approfondimento del loro carisma.

In realtà, sottolinea suor Caterina, «l’inserimento nella vita della parrocchia è una vecchia tradizione di quella nostra sede, che fino al 1979 ospitava la Curia generalizia». Oggi la Curia si è spostata in via della Stazione Ottavia, dove si trovano anche la Casa generalizia e il Centro internazionale di accoglienza. «Anche chi risiede qui presta servizio pastorale nella parrocchia dei Santi Ottavio e Compagni Martiri o in quella intitolata alla nostra fondatrice, donata a Giovanni Paolo II nell’anno in cui la canonizzò e retta dai padri Canossiani», continua suor Caterina. Fedeli a quella dimensione missionaria già delineata da Maddalena di Canossa, che «vuol dire soprattutto inculturazione della fede», le sue suore sono impegnate anche nel Centro di animazione missionaria canossiano (Camic), che ha sede nella Casa di San Michele, in via Aurelia Antica, dove ogni anno si formano religiose e laici per il servizio «ad gentes».

22 settembre 2008

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