Da ottobre i primi rifiuti alla Falcognana
Un quinto degli scarti trattati finirà nel sito dell’Ardeatina. Il prefetto: «Una sciocchezza dire che sarà una nuova Malagrotta». Il comitato No discarica conferma la protesta del 21 settembre di F. Cif.
Arriveranno a ottobre i primi camion di rifiuti nella discarica della Falcognana. Per la precisione, solo un quinto dei rifiuti trattati della Capitale finirà nella discusso sito a pochi chilometri dal santuario del Divino Amore. Le 4.500 tonnellate di rifiuti prodotti dai romani, infatti, verranno trattate negli impianti Tmb: ne resteranno 1.500 tonnellate, di cui 1.200 verranno mandate fuori Roma. Il resto finirà nella discarica dell’Ardeatina.
Sembra andare verso l’archiviazione infatti l’inchiesta eseguita dalla Guardia di Finanza sulla Ecofer Ambiente, la società proprietaria della Falcognana, che ha escluso infiltrazioni di natura malavitosa nelle due fiduciarie che la controllano. A rivelarlo è un dossier trasmesso anche al ministro dell’Ambiente Andrea Orlando, che oggi, venerdì 13 settembre, risponde sulla vicenda in Parlamento. Ma questo non basta a placare la protesta dei residenti nella zona del Divino Amore. Con loro anche il deputato del Pdl Renato Brunetta, che ha presentato ieri un’interpellanza al ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri per sapere «se si possa eventualmente ipotizzare una impossibilità per la “Ecofer Ambiente” di continuare a gestire l’impianto oggi autorizzato».
Intanto mercoledì 18 settembre scadono i termini per la presentazione delle offerte per partecipare al bando a inviti per portare gli scarti trattati oltre i confini della regione. Base d’asta: 135 euro a tonnellata per 230mila tonnellate l’anno. Per il commissario straordinario Goffredo Sottile bisogna attendere l’esito del bando, «ma Falcognana è pronta, la discarica già c’è. Dobbiamo solo definire le procedure nell’assoluto rispetto delle leggi». Rassicura anche il prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro: «Quando i cittadini capiranno che lì non ci sono rischi per la salute e per l’ambiente e che i rifiuti trattati non inquinano e non emanano cattivi odori si potrà pensare a individuare qualche altra piccola discarica in altre zone della città. Comunque è una sciocchezza dire che la Falcognana sarà una nuova Malagrotta».
Per il presidio “No discarica al Divino Amore” resta il timore che l’archiviazione dell’inchiesta velocizzi l’apertura della discarica. Per questo è in programma per sabato 21 settembre una manifestazione di protesta, da piazza della Repubblica a piazza Santi Apostoli, «per difendere il diritto alla salute. Non vogliamo arrenderci di fronte ai giochi di potere di chi vuole distruggere un territorio». E il richiamo è anzitutto al sindaco Ignazio Marino, «che si spoglia della sua responsabilità sulla vicenda della discarica a Falcognana», si legge in una nota. «Ribadiamo al Primo cittadino della Capitale – scrivono i portavoce della protesta – che Roma non è solo il centro storico e l’obiettivo non è soltanto quello di chiudere Malagrotta ma evitare altri scempi ambientali». Marino, sottolineano, «è stato votato da un cittadino su due nella speranza che anche le periferie potessero godere di un futuro migliore».
13 settembre 2013