Deceduto il vescovo Armando Brambilla
Per quasi 17 anni ausiliare della diocesi di Roma delegato per l’assistenza religiosa negli ospedali, il presule è scomparso improvvisamente sabato 24 dicembre nella sua Lombardia. Aveva 69 anni di Angelo Zema
Cordoglio per la morte improvvisa del vescovo Armando Brambilla, deceduto sabato 24 dicembre, a poche ore dal Natale, nella sua Lombardia, dove era tornato per le festività natalizie dopo lo scambio di auguri in Vicariato. Aveva 69 anni.
Per quasi diciassette anni monsignor Brambilla è stato ausiliare di Roma delegato per l’assistenza religiosa negli ospedali di Roma: a nominarlo fu il Beato Giovanni Paolo II. Una figura di pastore sensibile e con la passione per l’uomo, come testimoniano i tanti incontri con gli ammalati e nel mondo della sanità.
Era anche, dal novembre 2009, vescovo incaricato ad interim del Centro diocesano per la cooperazione missionaria e direttore dell’Ufficio diocesano delle Pontificie Opere Missionarie; dal 1997, delegato diocesano per le confraternite e i sodalizi, anche questo un settore dove ha speso larga parte della sua cura pastorale. Dall’aprile 2009 era anche assistente ecclesiastico nazionale della Confederazione delle Confraternite delle diocesi d’Italia.
I funerali sono stati celebrati martedì 27 dicembre, alle ore 14.30, nella parrocchia di San Maurizio al Lambro, frazione di Cologno Monzese, il paese dell’arcidiocesi di Milano dove era nato il 21 gennaio 1942. A presiederli: il cardinale vicario Vallini. La camera ardente è stata allestita presso l’asilo della località lombarda in piazza Don Minzoni.
Una Santa Messa esequiale sarà celebrata il 3 gennaio, alle ore 11, nella basilica di San Giovanni in Laterano, la cattedrale di Roma dove il compianto presule fu consacrato il 7 maggio 1994 dall’allora cardinale vicario Camillo Ruini.
Monsignor Brambilla era stato ordinato sacerdote l’11 giugno 1977 a Bergamo per la diocesi lombarda. La sua vocazione era stata preceduta da un periodo di lavoro come ragioniere presso il Comune di Cologno Monzese. Nel 1972 era entrato come seminarista tra i preti del Sacro Cuore della “Comunità Missionaria del Paradiso” di Bergamo, sacerdoti diocesani e missionari che si pongono al servizio delle altre diocesi italiane dove manca il clero.
Aveva effettuato gli studi di filosofia e di teologia presso il Seminario diocesano di Bergamo. Nel 1977 fu inviato a Roma come vice parroco alla parrocchia di San Giustino, alla borgata Alessandrina, tenuta fin dal 1965 dai sacerdoti bergamaschi “del Paradiso”. Per dieci anni aveva insegnato religione nella scuola media “Fedro”.
Aveva svolto il suo ministero anche come assistente spirituale di un Istituto secolare a Roma. Aveva poi partecipato al Sinodo diocesano come moderatore di una commissione. È più volte eletto vice prefetto della XVI prefettura. Consegue la licenza in Teologia Pastorale presso l’Università Pontificia del Laterano. Nel 1993 viene nominato Cappellano di Sua Santità.
Il 25 marzo 1994 era arrivata la nomina ad ausiliare di Roma (titolare di Giomnio). Dal 24 ottobre 1995 all’8 giugno era stato segretario della Conferenza episcopale laziale, al cui interno era Delegato per la Sanità. Era anche presidente della Consulta diocesana per la pastorale sanitaria. Era membro della Commissione Cei per il Servizio della carità e la pastorale sanitaria.
È stato promotore del Premio Buon Samaritano che ha assegnato in tanti anni riconoscimenti a chi si è prodigato per il bene degli altri: volontari, ma anche cappellani, religiose, medici, infermieri. Appassionato anche l’impegno per promuovere una coscienza missionaria nelle comunità parrocchiali.
Messaggi di solidarietà e di partecipazione al dolore della diocesi sono giunti dal cardinale Angelo Scola, arcivescovo di Milano, e dai principali rappresentanti delle istituzioni locali. «Ricordando in particolare il suo ministero episcopale nel Vicariato di Roma a servizio degli ammalati e l’impegno per promuovere la coscienza missionaria delle comunità cristiane – scrive il porporato -, partecipo al dolore del cardinale vicario Agostino Vallini, dei famigliari e di tutti coloro che lo hanno conosciuto e hanno potuto apprezzare la fede e la cordiale umanità».
27 dicembre 2011