Diciannove sacerdoti per Roma
Domenica 3 maggio le ordinazioni in San Pietro; la celebrazione sarà presieduta dal Santo Padre. Tredici diaconi hanno studiato al Collegio Redemptoris Mater, mentre sei al pontificio Seminario Maggiore di F. Lalli e G. Rocchi
Chi ha lasciato una carriera avviata, chi gli affetti. Per realizzare un sogno più grande: quello di servire il Signore. Diventano sacerdoti, questa mattina, 19 diaconi, 6 dei quali hanno perfezionato la propria formazione al pontificio Seminario Maggiore; 13 al Collegio diocesano Redemptoris Mater. A presiedere la cerimonia di ordinazione sarà, nella basilica di San Pietro, Papa Benedetto XVI, con inizio alle ore 9. Sarà lui a imporre le mani sulle teste degli aspiranti sacerdoti. Tutti ugualmente emozionati, ma con storie diverse da raccontare.
Trentaquattro anni e una vocazione tardiva per Orazio Caputo, dal Maggiore. «Da ragazzo non frequentavo la chiesa – racconta Orazio, 34 anni – fino a quando il parroco di San Massimiliano Kolbe alla Magliana (oggi Santo Volto di Gesù, ndr), don Luigi Coluzzi, m’invitò a partecipare a uno degli incontri per i ragazzi decisi ad andare in Mozambico. Partii anch’io e rimasi un mese e mezzo in Africa. Al ritorno il mio cuore era pieno di interrogativi e cominciai a frequentare con costanza la comunità parrocchiale». Così nel cuore di Orazio matura una convizione. «Ho vissuto una sorta di scissione interiore fino a che non ho capito che dovevo entrare in seminario». Ma poi ci sono stati ancora ripensamenti. «Al quarto anno ne sono uscito – ricorda -, preda dell’inquietudine. Ma fuori l’insoddisfazione era troppo forte. Ho capito che la mia strada non poteva che essere Cristo, e così sono rientrato in seminario».
Andrea Cola, invece, ha appena 24 anni. Anche lui sta studiando al Maggiore, dopo un’infanzia passata a frequentare la parrocchia di Santa Bernadette Soubiros. «Dopo la prima Comunione – racconta – ho avvertito una grande gioia. Sono entrato nel gruppo dei chierichetti, servire all’altare mi regalava la stessa letizia». Ha le idee chiare, Andrea. «Già a 12 sapevo che sarei voluto diventare sacerdote, nonostante i miei coetanei coltivassero sogni di tutt’altro genere. Poi arrivò don Roberto Savoia come viceparroco. Un uomo che aveva rinunciato al basket per farsi sacerdote. Con lui ho cominciato un percorso mensile che mi ha portato al Maggiore».
Una vocazione matura è invece quella di Luigi Zucaro, 40 anni, dal Redemptoris Mater. Medico endocrinolgo, per seguire Cristo Luigi ha lasciato la carriera e la fidanzata. «Ho sempre frequentato la parrocchia – racconta -, ho fatto parte dell’Azione cattolica, di cui poi sono diventato responsabile. Nel 1995 ho seguito il gruppo dei ragazzi dei Santi Fabiano e Venanzio, che all’epoca era guidata da don Andrea Santoro. Di lui ricordo la grandissima cura nella pastorale». Nella parrocchia di Villa Fiorelli Luigi incontra anche un altro sacerdote che sarà importante per il suo cammino: don Fabio Pieroni, all’epoca viceparroco, che lo invita a partecipare alle catechesi dei Dieci Comandamenti. «Lì, durante un ritiro, ho capito che dovevo prendere sul serio la chiamata che, già da qualche tempo, sentivo dentro di me».
Arriva da Brescia Marco Ciroli, 35 anni, studente al Redemptoris Mater, un passato negli scout e il presente in cammino con i neocatecumenali. E adesso lo aspetta l’impegno nella pastorale giovanile. «Da settembre seguo i ragazzi nella parrocchia di San Mauro Abate, al Laurentino 38. Un compito difficile, ma davvero stimolante».