Difendersi dal freddo: i consigli degli esperti

Bambini e anziani le categorie a rischio. Annamaria de Martino, dirigente medico al ministero della Salute, invita a seguire semplici regole per affrontare l’inverno e proteggersi dai malanni di Lara Larotondo

Il decalogo del Ministero della Salute

Bambini e anziani. Giovani, giovanissimi e adulti “in apparente buona salute”. Ma anche, “persone non autosufficienti, neonati, malati cronici e senza tetto”. Nessuno ne sfugge. Il freddo sembra non avere pregiudizi. Né fare differenze di età. Tutti sono colpiti e le conseguenze per la salute, a volte, «sono gravi, soprattutto per le categorie più vulnerabili della popolazione», precisa Annamaria de Martino, dirigente medico del ministero della Salute, responsabile del settore “Ambienti di vita, clima e salute”. «Gli effetti del freddo sono insidiosi e possono passare inosservati. Tra le conseguenze delle basse temperature: geloni, congelamento e assideramento; mentre molte patologie, con il freddo intenso, tendono a peggiorare; aumenta anche il rischio di incendi e di incidenti domestici, come l’intossicazione da monossido di carbonio (gas inodore e incolore) dovuta al malfunzionamento di impianti di riscaldamento. E, non ultimo, il rischio di lesioni per cadute o incidenti stradali».

Che fare, allora? «È bene prestare attenzione e proteggersi dalle basse temperature. Vigili devono essere soprattutto le persone più deboli» suggerisce de Martino. Qualche consiglio, che cosa fare quando si verifica un’ondata di freddo? «Seguire 10 semplici regole per affrontare nel migliore dei modi il periodo più freddo dell’anno e proteggersi dai malanni dell’inverno». Infatti in questi giorni il ministero della Salute ha pubblicato sul suo portale www.salute.gov.it una guida e un decalogo per prevenire e combattere gli effetti delle basse temperature sulla salute. Lo raccomanda Annamaria de Martino, dirigente medico del ministero della Salute, responsabile del settore Ambienti di vita, clima e salute: «L’ondata di freddo che stiamo vivendo in queste settimane ci spinge a ricordare delle semplici raccomandazioni per evitare conseguenze, a volte anche gravi, per la salute». Si suggerisce, in casa, di indossare «indumenti caldi e coprirsi bene anche la notte»; quando si esce si raccomanda «un abbigliamento a più strati e il soprabito, meglio se impermeabile. Inoltre non dovranno mai mancare il cappello, la sciarpa e i guanti. Utile portare con sé una crema idratante». Inoltre, si raccomanda di «non uscire nelle ore più fredde della giornata: al mattino presto e la sera» precisa il medico. E ancora, di «non uscire di casa con neonati che abbiano meno di 3 mesi. Se si è costretti, è importante coprire il corpo del piccolo con molti strati di tessuti caldi e asciutti. Un copricapo caldo deve sempre proteggere la testa del bambino».

Accorgimenti da seguire anche per la casa. «Gli ambienti non devono essere troppo caldi e vanno areati». Ed ancora, si consiglia di «assumere pasti e bevande calde evitando però l’alcol che non aiuta a tenersi caldi, ma, anzi, facilita la perdita di calore del corpo». Inoltre, si raccomanda di «fare esercizio fisico, ma con moderazione. Inoltre, è preferibile evitare gli spostamenti in automobile, se non strettamente necessario» e non da ultimo «di tenersi informati seguendo i media locali, i bollettini meteo e le eventuali allerte. È bene tenersi in costante contatto con le persone anziane e i vicini di casa che vivono soli e segnalare ai servizi sociali la presenza di senzatetto e persone in difficoltà».

Insomma, veri consigli di “sopravvivenza” per fronteggiare eventuali emergenze sanitarie correlate alle basse temperature e al clima invernale estremamente rigido. Consultando il sito si hanno anche degli approfondimenti su come prevenire le insidie del freddo in casa e fuori casa, i rischi di incidenti domestici, oppure su cosa è meglio mangiare. Consigli anche su quali sono le persone più a rischio e quali precauzioni adottare per proteggerle. Ancora, ma non da ultimo, alcune informazioni utili per i malati cronici che assumono abitualmente farmaci.

Per dettagli consulta il sito del ministero all’indirizzo www.salute.gov.it.

8 febbraio 2012

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