Donare il sangue, un atto di generosità

Studenti e giovani atleti delle società sportive del Lazio coinvolti nella campagna di sensibilizzazione “La più bella vittoria è salvare una vita”. L’allenatore Mondonico (nella foto): «Non darsi mai per vinti» di Daniele Piccini

Urge sangue, a Roma e nel Lazio. Per diffondere la cultura della donazione, soprattutto tra le giovani generazioni, il Consiglio regionale del Lazio, su iniziativa della Commissione scuola, diritto allo studio, formazione professionale e università, ha voluto allearsi con lo sport, promuovendo ieri pomeriggio, 29 maggio, l’incontro “La più bella vittoria è salvare una vita”, moderato da Luca Mazza, giornalista di Avvenire, e dedicato a studenti e giovani atleti delle diverse società sportive della regione.

Per soddisfare la cronica carenza di sangue sono necessarie efficaci politiche regionali e il sostegno al mondo delle associazioni. «In queste ultime legislature – ha detto Mario Abbruzzese, presidente del Consiglio regionale, intervenendo nella sala Mechelli del Consiglio regionale – la Regione Lazio ha operato nel settore trasfusionale scelte importanti. È stata creata una rete trasfusionale che copre tutto il territorio regionale: il sistema sangue è divenuto il risultato di un’importante sinergia tra Regione, asl, enti locali e associazioni di donatori volontari. Sono convinto che dare sostegno alle associazioni che promuovono la donazione contribuisca a valorizzare il patrimonio etico e morale di cui esse sono espressione. Pur rappresentando meno del 5% del totale delle associazioni di volontariato non possiamo non riconoscere ad esse un ruolo estremamente importante per la sanità regionale: quello di spingere sempre più in basso l’asticella che ci separa dal raggiungimento nel Lazio della piena autosufficienza ematica».

La battaglia di informazione a favore della donazione del sangue rientra nell’impegno più generale di difesa del valore della vita. «Sensibilizzare le giovani generazioni alla donazione del sangue – ha spiegato il consigliere Olimpia Tarzia, presidente della commissione Scuola, diritto allo studio, formazione professionale e università – è fondamentale. Il mondo scolastico e sportivo può far molto in tale direzione. Da sempre mi batto affinché si affermi e sia difeso il primo tra i diritti umani: la vita e la dignità umana in ogni fase dell’esistenza, in una imprescindibile relazione di accoglienza verso il prossimo».

Donare il sangue è un atto di generosità che ci si attende soprattutto da chi, per passione e professione, è più sensibile al rispetto degli altri. «Lo sport – ha detto il vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio Raffaele D’Ambrosio – è un’occasione per confrontarsi e rispettare le regole. Donare il sangue è un atto d’amore verso gli altri in un periodo in cui sembrano trionfare gli egoismi. L’associazione Avis è nata proprio da un atto d’amore di un ex alpino, Vittorio Formentano, che fece nel 1926 un appello sul Corriere della Sera per costituire un gruppo di volontari per la donazione di sangue. Risposero in diciassette. Ora l’Avis, che ha celebrato gli 85 anni di vita, ha più di un milione e 259 mila soci e ha dato un fondamentale e determinante contributo per portare l’Italia a raggiungere l’autosufficienza per quanto riguarda globuli rossi, plasma e piastrine».

Ospite dell’incontro anche l’allenatore di calcio Emiliano Mondonico, alla guida, nel corso della sua carriera, di Atalanta, Torino, Napoli, Fiorentina, Cremonese, Albinoleffe e Novara. Sensibilizzato dalla recente esperienza con la malattia, Mondonico ha rivolto ai giovani sportivi presenti in sala parole di incitamento a godere appieno del dono della vita. «Sono stato malato di tumore – ha detto Mondonico, operatosi per un sarcoma due volte lo scorso anno, il 31 gennaio e il 15 luglio – e ho passato molte giornate, aspettando la sera, senza avere il coraggio di vivere. Poi qualcuno o qualcosa mi ha ridato questo coraggio e sono ripartito. In ospedale, accanto a me c’era una sacca di sangue pronta, se ne avessi avuto il bisogno. Ecco perché sono qui a dire quanto sia essenziale donare sangue. Ho capito inoltre che l’importante è vincere, non partecipare, è non darsi mai per vinti. Ogni età ha i suoi pericoli e la vittoria più bella è essere abbastanza forti da non cadere nelle trappole dell’alcol, degli stupefacenti e dei giochi d’azzardo online. Ecco perché è importante imparare a vincere e lo sport può aiutare a combattere».

A margine dell’incontro, Emiliano Mondonico ha annunciato in esclusiva a Romasette, di aver effettuato, lunedì scorso, degli esami presso la Clinica Gavezzini di Bergamo per verificare la scomparsa del sarcoma. Le analisi hanno dato esito negativo.

30 maggio 2012

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