Emergenza Haiti

La testimonianza di Clody’s La Rose, seminarista haitiano a Roma per motivi di studio. Come contribuire alla ricostruzione di Federica Cifelli

È a Roma dal 26 settembre del 2008 Clody’s La Rose, 27 anni a maggio, originario di Semag, a 100 chilometri da Port-au-Prince, la capitale di Haiti devastata dal terremoto del 12 gennaio. Arrivato per completare i suoi studi al Seminario Maggiore, ad Haiti ha lasciato 3 fratelli, due dei quali studiavano proprio a Port-au-Prince. «Fortunatamente stanno bene ma ancora non è possibile nessun contatto telefonico. Ci scriviamo via e-mail». Con loro, così come con un seminarista «originario della mia diocesi, che studiava in uno dei due seminari interdiocesani che sono crollati». E tutti confermano la stessa cosa: «Siamo ancora in emergenza. In questo momento nel Paese ci sono solo morti, feriti e volontari. È come un deserto».

Fondamentale dunque l’impegno per la ricostruzione, nella quale è impegnata fin dal primo momento anche la Caritas diocesana di Roma, con la quale La Rose collabora attivamente. «In questo momento – afferma – è più importante inviare fondi piuttosto che beni materiali. Per incoraggiare anche da un punto di vista psicologico chi è sopravvissuto al sisma. Sono crollate, tra le altre cose, la cattedrale di Port-au-Prince, il centro religioso del Paese, e il palazzo della Presidenza, simbolo della libertà del nostro popolo – spiega il seminarista -. Sono due ferite profonde e gravi, ed è da qui che occorre ripartire. Per questo però servono i contributi in denaro».

Ieri, in tutte le chiese d’Italia, durante le celebrazioni eucaristiche si sono raccolte offerte destinate alla popolazione haitiana. «Dopo la colletta – continua La Rose – con la Caritas romana valuteremo la situazione e cercheremo di capire come procedere con gli aiuti». Nel frattempo si prega: per Haiti, per le vittime del terremoto e per i sopravvissuti, segnati dallo choc e dal dolore. Come è accaduto nei giorni scorsi nella chiesa di Sant’Alfonso, con la Messa celebrata da monsignor Dominique Mamberti, segretario vaticano per i Rapporti con gli Stati, alla quale hanno partecipato anche tanti haitiani presenti a Roma. E come accadrà ancora venerdì 29 nella chiesa di San Marcello al Corso, con la veglia di preghiera organizzata dal gruppo di «Religiosi e religiose promotori di giustizia, pace e integrità del creato». L’appuntamento è per le 19. Ad accompagnarlo, il messaggio di padre Adonai, responsabile dei Redentoristi ad Haiti: «Pregate molto per noi. La sofferenza del nostro popolo è enorme».

Di questa preghiera comune chiede il conforto anche La Rose. «Prima di venire qui – racconta – il mio vescovo mi spiegò che mi avrebbe mandato a Roma per fare esperienza dell’universalità della Chiesa. E io l’ho sperimentata nel suo aspetto più bello, studiando in un seminario che accoglie ragazzi provenienti da tutto il mondo. Oggi faccio esperienza di questa universalità nel dolore, avvertendo sulla mia pelle la sollecitudine di una Chiesa madre sensibile al bisogno e al dolore dei suoi figli lontani».

E per quanti volessero continuare a inviare offerte, restano disponibili due conti correnti della Caritas diocesana: Caritas diocesana di Roma – Causale «HAITI – terremoto», Piazza San Giovanni in Laterano 6a, 00184, Roma; Conto corrente postale numero 82881004 (IBAN: IT77K0760103200000082881004) – Bonifico bancario: Banca Intesa – filiale Roma 081 – IBAN: IT13R0306905032000009188568.

25 gennaio 2010

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