Ex prete Poggi arrestato dai carabinieri per calunnia aggravata e continuata

Il gip: aveva preordinato un “complotto” per destare scandalo. Aveva accusato sacerdoti per risentimento, così forte che li avrebbe fatti uccidere. Adescava giovani spacciandosi per magistrato

Il cardinale vicario Vallini: «Disinformazione calunniosa»

L’ex prete Patrizio Poggi è stato arrestato oggi, venerdì 28 giugno, con l’accusa di calunnia aggravata e continuata e condotto al carcere di Regina Coeli. I carabinieri del Nucleo investigativo di Roma hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip presso il Tribunale di Roma Aldo Morgigni, su richiesta del procuratore aggiunto di Roma, Maria Monteleone. Poggi è indagato per avere denunciato, nel marzo scorso, «circostanze non veritiere in ordine alla presunta esistenza di un’organizzazione criminale gestita da tre personaggi romani, attiva nel procacciare ragazzi italiani e stranieri, anche minorenni, per avviarli alla prostituzione maschile in favore di vari esponenti del clero romano, di cui Poggi aveva indicato i nominativi».

Durante le indagini è emerso che Poggi ha «pianificato di costruire false prove testimoniali concernenti abusi su minori commessi dalle persone da lui denunciate, al fine di suffragare ulteriormente le sue dichiarazioni; cercato di influire su alcuni soggetti da lui citati quali testimoni affinché, convocati dall’autorità giudiziaria per essere sentiti quali persone informate sui fatti, fornissero una versione coerente con il quadro da lui delineato in sede di denuncia».

L’ex sacerdote, che aveva scontato una condanna definitiva per reati di natura sessuale su minori e dal 2007 era stato dimesso dallo stato clericale, pur di essere riammesso nell’ordine clericale non esitava «a manifestare sostanziali propositi estortivi nei confronti del Papa». Lo sottolinea il gip Morgigni nell’ordinanza di custodia cautelare di otto pagine. «Un vero e proprio sordido “complotto” – scrive il gip – al fine di destare scandalo con risonanza potenzialmente mondiale per il coinvolgimento finanche dei più stretti collaboratori della Curia romana e, indirettamente, del Sommo Pontefice».

Per adescare giovani con i quali avere rapporti sessuali l’ex sacerdote Patrizio Poggi si spacciava per magistrato, anche procuratore della repubblica. La circostanza è stata rivelata alla stampa dal procuratore aggiunto Maria Monteleone e dal colonnello del Nucleo Investigativo dei carabinieri Lorenzo Sabatino: l’ex prete, è stato spiegato, ha cominciato ad intrattenersi con giovani dediti alla prostituzione, anche minorenni, fin dal 2001-2002. L’ultimo episodio accertato, sempre millantando di essere un magistrato, risale a circa un mese fa.

Le indagini hanno quindi confermato che Poggi era mosso da un risentimento – “inestinguibile rancore”, lo definiscono i magistrati – nei confronti dei sacerdoti di cui aveva fatto i nomi, così forte che se avesse avuto le disponibilità economiche li avrebbe «fatti uccidere e non avrebbero saputo neanche il perché». È quanto afferma l’ex sacerdote in un’intercettazione telefonica con la madre citata nell’ordinanza di custodia cautelare.

Un altro obiettivo dell’ex religioso, come emerge da altre intercettazioni, era quello di ottenere somme di denaro. Denaro che sarebbe stato impiegato per uccidere coloro che considerava suoi detrattori e nemici. Per incastrare questi ultimi, è stato rivelato, Poggi era arrivato a reclutare anche minorenni pagandoli perché poi sostenessero le accuse di pedofilia nei riguardi di religiosi.

Nel corso della conferenza stampa è stato precisato che sono al vaglio della Procura le posizioni di tutte le persone delle quali Poggi si è servito per confermare le sue accuse: nei loro confronti potrebbero essere ipotizzati i reati di false dichiarazioni a pm o di intralcio alla giustizia.

28 giugno 2013

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