Famiglie e solidarietà a San Carlo Borromeo

Nella parrocchia di Fonte Laurentina, retta dagli Oblati Figli della Madonna del Divino Amore, una ludoteca per i bambini e tante opere di volontariato di Daniele Piccini

I lavori di costruzione della nuova sede parrocchiale cominceranno prima di Natale e il parroco di San Carlo Borromeo, don Fernando Altieri – sacerdote quarantasettenne degli Oblati Figli della Madonna del Divino Amore – fa già progetti. Il suo pensiero va subito ai più piccoli: «Quando avremo la nuova chiesa le nostre attività giovanili saranno incrementate». Dalla sua fondazione, avvenuta nel 2000 – anno in cui la diocesi di Roma la “donò” a Papa Giovanni Paolo II per il suo ottantesimo compleanno – la parrocchia di Fonte Laurentina, vive in sei “negozi” in via Bruno De Finetti, «dignitosamente» adibiti a luoghi di culto. Ma presto – entro due anni, secondo le previsioni dell’Ufficio per l’edilizia di culto del Vicariato – disporrà di due campi sportivi polivalenti e di uno spazioso cortile tra la chiesa e gli uffici parrocchiali, capaci di ospitare tanti ragazzi.

Il “bacino d’utenza” per l’oratorio non mancherà, in un quartiere abitato per l’85% da coppie sposate da poco e con prole. A breve poi i 16 mila abitanti già “serviti” dalla parrocchia diventeranno 24 mila: il territorio di San Carlo Borromeo infatti si allargherà fino a comprendere il Nuovo quartiere Caltagirone, Vallerano, Casal Fattoria e le adiacenze di via Castel di Leva e via Laurentina. «Per descrivere il quadro demografico della nostra parrocchia – spiega don Fernando, originario di Taranto ma romano d’adozione dal 1979, tanto da essere perfino presidente del Roma Club Fonte Laurentina – basti dire che celebriamo in media circa 600 battesimi l’anno. Che i nostri corsi di catechesi per la prima Comunione e per la Cresima sono frequentati da circa 250 ragazzi. E che quelli prematrimoniali sono seguiti da una ventina di coppie, che tra l’altro, una volta sposate, vengono ancora seguite dal nostro Movimento per l’amore famigliare. E poi abbiamo un gruppo di ragazzi scout dell’Asci che, per ora, non potendo operare qui, è attivo a Santi Urbano e Lorenzo a Prima Porta. Presto potranno avere anche loro una “base”».

La giovane età del quartiere e la scarsità di asili nido comunali hanno orientato molte iniziative della parrocchia verso le esigenze delle giovani famiglie. «Dal 2001 abbiamo creato una ludoteca dove ci prendiamo cura di circa 60 bambini. Ma la nostra parrocchia – aggiunge il parroco -, in un quartiere con pochi servizi, serve anche da punto di aggregazione: ospitiamo infatti corsi di danza e di musica di alcune associazioni culturali della zona».

Se è vero che il piccolo obolo della povera vedova vale più dell’offerta del ricco fariseo, allora la generosità di San Carlo Borromeo – considerate le difficoltà logistiche causate dalla provvisorietà della sede attuale – è davvero da record. «I nostri volontari aiutano il vicino Residence Madre Teresa di Calcutta, gestito dalla confraternita di San Trifone, che ospita, tra ragazze madri e anziani disagiati, oltre 80 nuclei famgliari. Ogni terzo sabato del mese 20 nostri volontari Caritas organizzano la cena per i poveri alla stazione Ostiense. Abbiamo un centro d’ascolto di 12 volontari e uno “sportello lavoro” che aiuta le persone a trovare un posto, soprattutto come badanti. Inoltre San Carlo Borromeo conserva da tre anni il primato nella donazione del sangue, tra tutte le parrocchie di Roma: organizziamo due raccolte all’anno. Teniamo anche corsi di lingua italiana per una decina di stranieri».

La lista di don Fernando sembra finita, ma non è così. «Ah, e poi abbiamo un gemellaggio con la missione di Mulukuku, in Nicaragua», aggiunge il prelato. Se ne occupa una coppia di sposi del quartiere: Mario Chianese, 42 anni, e sua moglie Milena Sferra, impiegati in società di consulenza informatica. «La nostra parrocchia ha attivato dal 2000 un sistema di adozione scolastica a distanza – spiega Milena, da poco mamma di due gemelli – che ci ha permesso di far studiare centinaia di ragazzi e di costruire una trentina di aule. Funziona così: si versa una quota di 8 euro mensili che don Carmine Canato, a Mulukuku, gestisce secondo le necessità. Con questi soldi gli Oblati Figli della Madonna del Divino Amore hanno costruito perfino una biblioteca. E poi mandiamo materiale didattico, matite, penne, carte geografiche. Attualmente abbiamo un’ottantina di adozioni a distanza attive».

Non solo i tanti giovani e i 60 adulti della confraternita di San Carlo Borromeo, fondata nel 2003 e impegnata in tante opere di carità, anche la compagnia teatrale parrocchiale “Napul’è” – costituita, manco a dirlo, da parrocchiani napoletani – si gioverà della nuova sede. Finora costretti ad affittare palcoscenici in giro per la città, a lavori completati avranno una sala da circa 250 posti e allora sì, che con il loro cavallo di battaglia, “Miseria e nobiltà”, potranno rendere onore, come merita, al loro illustre concittadino Totò.

30 settembre 2008

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