Fisc, Francesco Zanotti riconfermato presidente

Lo ha votato il Consiglio nazionale della Federazione italiana settimanali cattolici. Per il presidente occorre «alzare la percentuale dei contributi all’editoria che sono sostegno alla democrazia informativa» di R. S.

Francesco Zanotti è stato confermato alla guida della Federazione italiana settimanali cattolici – Fisc per il triennio 2014 – 2016. Il direttore del Corriere Cesenate ha dichiarato al Sir: «I nostri giornali (alla Federazione fanno capo 187 testate diocesane) da sempre hanno porte aperte per chi desidera avvicinarsi alla professione giornalistica, i giovani in particolare. Con l’Ucsi continueremo a condividere l’esperienza della scuola di Fiuggi, magari potenziandola o adottandola in maniera più organica». Grazie «al “Fondo Cacciami” in questo biennio, 16 nostri giornalisti avranno l’opportunità di frequentare il Sir per uno stage di formazione della durata di tre mesi ciascuno. Un’occasione che di questi tempi non capita tanto spesso a chi desidera ampliare le proprie conoscenze professionali».

Nel triennio passato i giornali, e in particolare quelli aderenti alla Fisc, hanno dovuto affrontare molteplici difficoltà economiche, legate in particolare al Fondo editoria. «In un momento in cui diminuiscono gli abbonamenti, scende il numero degli inserzionisti a motivo della crisi economica che non risparmia alcun settore, per il secondo anno consecutivo – dice Zanotti – nel dicembre scorso abbiamo subito una pesante riduzione dei contributi all’editoria. Dei 20 centesimi di euro a copia stampata ne sono rimasti meno di 9: una miseria. Diventa assolutamente necessario alzare la percentuale del 5% sull’intero Fondo in cui sono confinati i periodici non profit. Occorre portarla almeno al 7-8%, immediatamente. Solo in questo modo potremo scongiurare chiusure che mi paiono davvero dietro l’angolo». «È un appello – sottolinea – che mi sento di fare al governo: non si può rimanere a questi livelli di elemosina (il 44,7% di quanto percepito due anni fa, 1,75 milioni di euro in totale, per circa 70 testate). Ribadisco: i contributi all’editoria non sono regali di Stato, ma un sostegno alla democrazia informativa. Il resto fa parte della demagogia e delle chiacchiere da bar».

10 gennaio 2014

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