Futuro, una scelta da fare per bene
Scuola o università, famiglie e ragazzi sono alle prese con decisioni importanti. Il trucco è contare su punti di riferimento forti e stabili, che aiutino a valutare ogni variabile di Angela Dassisti
Giunti a questo punto dell’anno per molte persone arriva il momento di fare delle scelte e di decidere per la propria vita futura. In coincidenza di questo periodo, infatti, i ragazzi che continuano il ciclo scolastico superiore devono scegliere quale scuola o quale università frequentare. Non si tratta assolutamente di una scelta facile: anche quando i giovani hanno le idee chiare, spesso si trovano a fare i conti con incertezze e debolezze a cui non avevano mai dato alcuna importanza prima. Improvvisamente ogni competenza, prestazione o fallimento verrà analizzato minuziosamente, perché possa rilevare una difficoltà prima che sia troppo tardi o invece svelare doti nascoste e prospettare un futuro roseo.
Purtroppo la scelta della scuola o del percorso universitario spazia in diversi ambiti ed è diventata così varia da lasciare spesso disorientati. Inoltre, dal momento che i tempi economici sono purtroppo poco rassicuranti, la scelta ha acquisito negli ultimi anni un peso determinante e ineludibile sulle prospettive di lavoro future e di realizzazione professionale. Quanto scriveva Albert Bandura qualche anno fa è esplicativo della difficoltà e dell’importanza che assume il processo decisionale relativo alla scuola e alla propria professione: «Il processo di scelta di un percorso di carriera non è facile. Nel prendere decisioni pro¬fessionali, le persone devono fare i conti con le incertezze sulle proprie capacità, con la stabilità dei propri interessi, con le prospettive occupazionali alternative, a breve e a lungo termine, con l’accessibilità delle potenziali carriere e con il tipo di identità professionale che cercano di costruire per se stessi».
Si consideri poi la difficoltà dei giovani a far coincidere le proprie aspirazioni e gli interessi con una professione specifica, individuando l’indirizzo di studi che abbini sufficientemente l’offerta formativa con tematiche ed insegnamenti interessanti e motivanti. Negli ultimi anni la scuola si è attrezzata con strumenti utili a valutare le capacità degli studenti, per fornire loro delle indicazioni più precise sulle aree di forza, indirizzandoli verso scelte più adeguate alle competenze emerse. Da una parte questo ci mette in guardia dalle scelte sbagliate, per ridurre il rischio di fallimento e di dispersione scolastica, dall’altra può invece fornire degli stimoli che incentivino i ragazzi a fare meglio, oppure può far emergere abilità nascenti, che i ragazzi non erano consapevoli di possedere.
La necessità di fare in poco tempo una scelta che avrà un peso determinante per il corso della propria vita, non è accompagnata da uno stato di serenità e tranquillità. Al contrario, genitori e figli si trovano a vivere dubbi e indecisioni fino all’ultimo termine per l’iscrizione, temendo di fare una scelta azzardata, sbagliata e penalizzante. È davvero così immutabile la scelta del proprio futuro? Ma soprattutto si può determinare a 14 anni? Probabilmente no, non si può determinare il proprio futuro così presto, ma certamente è possibile sfruttare un tempo determinato della vita per un processo formativo che sia d’aiuto allo sviluppo di capacità emergenti e di saperi e competenze nuove. Altresì, una scelta poco consapevole, che si basa su idee astratte e non su fatti concreti, potrebbe condurre in breve termine ad un faticoso e clamoroso fallimento.
Ma come si sceglie l’indirizzo di studi? Innanzitutto è fondamentale avere chiare le idee circa le caratteristiche del lavoro desiderato e stabilire quale orientamento sia più opportuno. Ci sono poi informazioni di base non trascurabili, come le indicazioni sugli insegnamenti specifici, la quantità di ore previste a settimana, le caratteristiche delle verifiche o degli esami, le notizie sui docenti, i ragguagli da altre persone che frequentano quell’istituto o ateneo. Ci sono poi alcune variabili, quali la vicinanza con il quartiere in cui si vive e la raggiungibilità, che diventano molto importanti in un’età in cui si avvicina gradualmente la separazione dai genitori, la nascita di amicizie stabili e lo sviluppo di autonomie personali nella vita quotidiana e scolastica.
Quello che la famiglia e la scuola possono offrire alle nuove generazioni è la possibilità di contare su punti di riferimento forti e stabili, che aiutino a prendere decisioni attraverso un processo che valuti le numerose variabili in funzione di un obiettivo preciso e delle proprie capacità. Il futuro è dietro l’angolo, ma non è poi così vicino se sono solo all’inizio della strada: ho il tempo per capire, crescere e modificare le mie scelte. In fondo maturare significa imparare anche dagli errori; i successi ci danno la forza e la motivazione, i fallimenti ci spingono a cambiare e crescere.
7 febbraio 2013