Gesù Divin Maestro, quattro anni per le famiglie

Numerose le attività nella comunità, come il servizio presso un campo nomadi e l’assistenza a ciechi e sordomuti. Inaugurato il nuovo battistero di Francesco Lalli

«Siamo stati sepolti con Cristo nella morte per risorgere con Lui a vita nuova». La frase tratta da San Paolo (Rm 6,4) campeggia sopra il nuovo battistero della parrocchia di Gesù Divin Maestro, inaugurato domenica (27 settembre 2009) mattina dal cardinale vicario Agostino Vallini, il quale ha benedetto anche il fonte battesimale appena realizzato. L’interno, caratterizzato da un mosaico del maestro Albano Poli di Verona, raffigura quattro scene bibliche accomunate dalla presenza dell’acqua: il diluvio universale, il battesimo di Gesù, l’episodio della samaritana al pozzo e l’attraversamento del Mar Rosso.

«La presenza del cardinale vicario – spiega il parroco, don Mario Laurenti – è per noi motivo di grande gioia. Il 30 settembre del 2007, in occasione della dedicazione di questa chiesa, il cardinale Ruini aveva inaugurato e consacrato il nuovo altare; mentre lo scorso anno è stato benedetto il nuovo portale esterno dal vicegerente monsignor Luigi Moretti». La parrocchia di via Vittorio Montiglio (vicino alla Pineta Sacchetti) si è preparata all’incontro di oggi puntando non solo su uno straordinario impatto estetico – rafforzato anche dalla nuova Via Crucis che culmina con la scultura del Cristo risorto all’interno del battistero – ma anche e soprattutto presentando le numerose attività portate avanti nella comunità.

Tra queste la “Missione alle famiglie”, che ha durata quadriennale; i tanti gruppi presenti in parrocchia; le numerose iniziative di solidarietà del gruppo Agesci Roma 122, come il servizio presso i campi nomadi e l’assistenza in un istituto di ciechi e sordomuti; la gestione parrocchiale di una scuola materna e asilo nido con 160 bambini da 1 a 5 anni affidata didatticamente all’Istituto secolare Operaie parrocchiali Maddalena Aulina. «Certamente non mancano i problemi nel territorio – aggiunge don Mario -. Si avverte una crescente difficoltà nel coinvolgere ragazzi e adolescenti nelle iniziative parrocchiali, mentre l’aumento delle persone anziane richiede una maggiore attenzione a livello di volontariato; e sentiamo la necessità di un’approfondita e specifica opera d’inculturazione della fede nei programmi e negli incontri con i nostri giovani, in particolare gli universitari».

30 settembre 2009

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