Giovanni Paolo II, gigante della fede

Un milione e mezzo di pellegrini, giunti da ogni parte del mondo, per la Messa di beatificazione presieduta da Benedetto XVI domenica 1° maggio in piazza San Pietro di Laura Badaracchi

La proclamazione della formula in latino da parte di Benedetto XVI, lo svelamento dell’arazzo sulla Loggia delle Benedizioni che lo raffigura in una foto del 1995, lo sventolio di bandiere di moltissime nazioni, il lunghissimo applauso e la sentita commozione di una folla oceanica che ha seguito l’evento, mentre veniva cantato l’inno “Aprite le porte a Cristo”: è stato questo uno dei momenti più intensi della solenne beatificazione di Giovanni Paolo II, ieri mattina – domenica 1° maggio – in piazza San Pietro, presieduta da Benedetto XVI.

Da oltre mille anni un Papa non elevava agli onori dell’altare il suo predecessore: un rito a cui ha partecipato un milione e mezzo di pellegrini, giunti da ogni parte del mondo, seguendo la celebrazione anche attraverso 14 maxischermi collocati in vari punti della città.

Alle 9 è iniziata nella piazza ormai gremita all’inverosimile – ma traboccavano anche via della Conciliazione, piazza Risorgimento e le vie limitrofe -la preparazione della Messa, con letture in diverse lingue di testi di Karol Wojtyla e la recita della coroncina della Divina misericordia. Un’ora dopo Papa Ratzinger, che indossava alcuni paramenti sacri (casula e mitria) più volte usati dal Beato, faceva ingresso sul sagrato, decorato con migliaia di rose bianche e gialle; sul colonnato del Bernini campeggiavano la frase «Spalancate le porte a Cristo», che ha segnato l’inizio del pontificato wojtyliano, e 27 stendardi che lo ritraevano in altrettante foto, a punteggiare gli anni in cui è stato sul soglio di Pietro.

Dopo l’atto penitenziale, secondo la formula di rito il cardinale vicario Agostino Vallini ha chiesto al Papa di procedere alla beatificazione del Servo di Dio Karol Wojtyla, leggendone alcuni cenni biografici e ricordando che dopo l’elezione a vescovo di Roma «il suo cuore di pastore, totalmente donato alla causa di Dio, si allargò al mondo intero», con un affetto particolare per la sua diocesi, di cui visitò oltre 300 parrocchie.

Subito dopo Benedetto XVI ha pronunciato le parole che sanciscono la beatificazione, annunciando che Giovanni Paolo II sarà festeggiato ogni anno il 22 ottobre; la sua reliquia – un’ampolla con il suo sangue – è stata portata all’altare da suor Tobiana Sobódka, che insieme ad altre Ancelle del Sacro Cuore di Gesù ha prestato servizio nell’appartamento papale, e da suor Marie Simon Pierre, la religiosa francese guarita dal Parkinson per intercessione del Beato.

Sei anni fa, al funerale di Papa Wojtyla, «noi sentivamo aleggiare il profumo della sua santità. Per questo, ha detto Benedetto XVI durante l’omelia, «ho voluto, nel doveroso rispetto della normativa della Chiesa», che la sua beatificazione procedesse «con discreta celerità». Giovanni Paolo II, ha rilevato, «ha aperto a Cristo la società, la cultura, i sistemi politici ed economici, invertendo con la forza di un gigante, forza che gli veniva da Dio, una tendenza che poteva sembrare irreversibile».

Il santo Padre ha poi ricordato la testimonianza di Giovanni Paolo II nella sofferenza: «Il Signore lo ha spogliato pian piano di tutto, ma egli è rimasto sempre una “roccia”, come Cristo lo ha voluto. La sua profonda umiltà, radicata nell’intima unione con Cristo, gli ha permesso di continuare a guidare la Chiesa e a dare al mondo un messaggio ancora più eloquente proprio nel tempo in cui le forze fisiche gli venivano meno». In questo modo, per il Papa, Giovanni Paolo II «ha realizzato in modo straordinario la vocazione di ogni sacerdote e vescovo: diventare un tutt’uno con quel Gesù, che quotidianamente riceve e offre nella Chiesa. Beato te, amato Papa Giovanni Paolo II, perché hai creduto! Continua – ti preghiamo – a sostenere dal Cielo la fede del Popolo di Dio». E ha concluso: «Oggi ti preghiamo: Santo Padre, ci benedica!».

Ben 87 le delegazioni ufficiali presenti alla cerimonia, 5 i rappresentanti di case reali e 16 capi di Stato, oltre al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, al sindaco di Roma Giorgio Alemanno, al presidente della Provincia di Roma Luca Zingaretti, al governatore della Regione Lazio Renata Polverini. Circa 2.300 giornalisti i giornalisti accreditati in arrivo da 110 Paesi, per un rito trasmesso e raccontato in tutto il pianeta.

Alla fine della celebrazione, Benedetto XVI si è soffermato in preghiera davanti all’Altare centrale della Basilica vaticana, detto “della Confessione”, per venerare le spoglie del Beato; dopo il Pontefice, i cardinali, le delegazioni ufficiali e i fedeli hanno cominciato a sfilare ininterrottamente dinanzi al feretro, sul quale è aperta una copia dell’Evangeliario di Lorsch, di epoca medievale. Stasera, 2 maggio, la bara con la salma di Giovanni Paolo II sarà tumulata nella cappella di San Sebastiano, vicino alla Pietà di Michelangelo.

2 maggio 2011

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