Gli Ercolini di Don Orione: #Siamotuttiscimmie

Anche i ragazzi rom che praticano il calcio con l’Unione Sportiva delle Acli di Roma aderiscono alla campagna contro il razzismo nata dal gesto del calciatore del Barcellona Dani Alves di R. S.

Qualche giorno fa Dani Alves, terzino del Barcellona, durante una partita contro il Villareal ha raccolto e mangiato una banana che gli era stata tirata dagli spalti come segno di disprezzo a sfondo razzista. Nelle ore successive la rete si è mobilitata facendo da megafono al gesto del brasiliano. Su twitter, ad esempio, si è diffuso l’hashtag #somostodosmacacos (siamo tutti scimmie) che ha raccolto e amplificato l’indignazione di milioni di persone. Tra queste anche gli “Ercolini” di Don Orione, associazione affiliata all’Unione Sportiva delle Acli di Roma che permette ai ragazzi rom della Capitale di praticare lo sport attraverso il calcio.

«Sono stati gli stessi ragazzi – spiega il loro responsabile, Salvatore Paddeu – a chiedermi di partecipare a questa campagna. Hanno voluto mostrare la loro solidarietà a Dani Alves, perché gesti come quello visto al Madrigal non si verifichino mai più in nessun campo di calcio del mondo di qualsiasi categoria».

«Il fatto che dei giovani rom, spesso vittime a loro volta di ingiusti pregiudizi, – dichiara Luca Serangeli, presidente dell’Us Acli Roma – abbiamo voluto metterci la faccia credo che sia un segnale molto forte per contrastare la cultura del al razzismo. Ogni domenica li vedo scendere in campo a testa alta senza badare alle voci del pubblico. Più che nel campo, credo che la vera rivoluzione culturale debba avvenire sugli spalti».

30 aprile 2014

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