“I demoni”, l’integrale all’Auditorium

Nove ore per la trasposizione scenica del capolavoro di Dostoevskij, ideata e allestita da Peter Stein. In scena 30 attori della Compagnia Tieffe Teatro di Milano di Toni Colotta

Non è ancora tempo di cronaca. Permane l’attesa degli spettacoli che apriranno le varie stagioni teatrali della Capitale. Il primo sipario ad alzarsi sarà in una sede inconsueta, la Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica, per una rappresentazione fuori del comune, di quelle che con termine abusato si suole considerare «evento»: un Dostoevskij, per così dire, a grande formato, la trasposizione scenica sostanzialmente integrale del romanzo “I demóni” ideata e allestita da un artista prestigioso, Peter Stein (che tiene molto a quel titolo accentato sulla «o»). Questa impresa titanica del regista tedesco sarà fra noi il 2 e 3 ottobre sotto l’egida congiunta della Fondazione Musica per Roma e del Valle (ora assorbito dal Ministero Beni Culturali), ed è già insignita del massimo riconoscimento italiano, il Premio Ubu 2009 come migliore spettacolo dell’anno. Insomma ha le carte in regola per richiamare gran pubblico. L’eterogeneità della proposta è anche nella durata dello spettacolo, 9 ore dalle 11 mattutine alle 23, inclusi sei intervalli fra i quali due per il pranzo e la cena, consumabili presso l’Auditorium con un sovrapprezzo sul biglietto.

Non è la prima volta che l’opera dostoevskiana vive sulla scena, anzi fra i romanzi del grande russo è quello più adottato dai teatranti. Camus vi lavorò a lungo perché in quelle pagine intravedeva la profezia del nichilismo nostro contemporaneo. Stein non si discosta molto, ne fa un’anticipazione di quel che sarebbe stato poi lo stalinismo. «È una descrizione visionaria – dice – delle conseguenze del pensare moderno materialista, razionale e nichilista, che mette in dubbio tutto. In questo sfondo cupo l’autore ci racconta storie di relazioni umane tenere e crudeli, ci presenta una gamma di persone molto diverse, in una struttura polifonica, che si incontrano in situazioni complicatissime, si cercano ma non si trovano e finiscono tutte tragicamente in omicidi, suicidi o pazzie. Ma il racconto è anche pieno di umorismo e d’ironia».

Questo complesso caleidoscopio di personaggi è stato affidato da Stein a 30 attori della Compagnia Tieffe Teatro di Milano guidati da Maddalena Crippa ed Elia Schilton. Non hanno compito facile. La scrittura di Dostoevskij, così letterariamente analitica, coglie un mondo di sentimenti contraddittori e ne trae l’idea fondamentale del dualismo tragico dell’animo umano, fra bene e male, capace però anche di riscatto. A margine e a corollario della rappresentazione un pensierino va rivolto all’Ente teatrale italiano, già gestore storico del Valle e ormai defunto dopo il sofferto scioglimento per esigenze di «semplificazione». Dura lex, sed lex. Che perlomeno non ha prodotto disoccupazione. Tuttavia, se non ci sarà degna continuità nella funzione, ne rimpiangeremo certe iniziative off, fuori della programmazione istituzionale e alla scoperta di valori nascosti.

27 settembre 2010

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