I martiri del 2005

Dall’agenzia di stampa Fides, riportiamo alcuni dati relativi ai sacerdoti, religiosi, religiose e laici uccisi nel 2005 come martiri della fede

Riguardo ai luoghi dove nel 2005 sono state registrate il maggior numero di vittime, figura al primo posto l’America, che ha visto la morte violenta di 8 sacerdoti, 3 religiose e 2 religiosi. È ancora la Colombia, con 4 sacerdoti e 1 suora uccisi, la nazione dove i conflitti sociali sono più acuti e la Chiesa paga un forte tributo al suo impegno sul fronte della riconciliazione e della giustizia sociale nel nome del Vangelo. Tra le vittime di questo lungo e sanguinoso conflitto, si contano anche due sacerdoti uccisi “per errore” dai guerriglieri colombiani. Altri due sacerdoti sono stati uccisi in Messico: operavano in zone di profondo degrado, preda della violenza e crocevia di traffici illeciti. Una religiosa impegnata nella Commissione Pastorale della terra al fianco dei lavoratori dei campi, ed altri due sacerdoti hanno trovato la morte in Brasile. Due religiosi missionari, impegnati al servizio dei poveri sono stati infine uccisi dallo stesso proiettile in Giamaica, mentre si trovavano nella loro comunità di Kingston: un altro segno del clima di insicurezza e di violenza che regna persino nella capitale.

L’Africa è stata bagnata dal sangue di 1 Vescovo, 6 sacerdoti, 1 religiosa ed un laico. Sono stati trovati uccisi nella loro abitazione, probabilmente da malviventi in cerca di facili guadagni, o eliminati deliberatamente, con ferocia sanguinaria in Kenya, Repubblica Democratica del Congo, Congo Brazzaville, Nigeria e Sud Africa. Tra loro emerge la figura del sacerdote congolese Don Francois Djikulo, ucciso selvaggiamente insieme al laico che lo accompagnava in una missione di pace, dal temibile capo ribelle Kyungu Kyungu, alias Gedeon, da cui si era recato spontaneamente per convincerlo a deporre le armi e mettere così fine al terrore cui sono soggette le popolazioni locali.

Anche il continente asiatico ha versato il suo contributo di sangue alla causa del Vangelo con 1 sacerdote ucciso in India ed 1 in Indonesia. Dei sacerdoti indiani va ricordato il sacrificio di Don Ignazio Bara, martire della pace, ucciso mentre stava cercando di prevenire lo scontro imminente fra un gruppo tribale e un gruppo fondamentalista indù in un’area attraversata da contese di natura interetnica.

Da registrare anche i due sacerdoti uccisi in Europa: il primo a Bruxelles, impegnato nell’accoglienza agli immigrati e a tutti coloro che bussassero alla sua porta, ed il secondo in Russia, nei pressi di Mosca, dove stava ricostruendo la comunità parrocchiale

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