Il cardinale Vallini all’incontro con il Vicariato
Il passaggio di consegne, nel Palazzo Lateranense, tra i cardinale Ruini e il suo successore: «Questa esperienza sarà all’insegna della continuità» di Giulia Rocchi
Come un «novizio» che ha «bisogno di conoscere e di apprendere». Come un «servo» chiamato «al servizio del popolo». Con questi due atteggiamenti inizia il suo cammino da vicario del Papa per la diocesi di Roma, il cardinale Agostino Vallini.
In un caldissimo lunedì mattina raggiunge il Palazzo Lateranense. Incontra il vicegerente, i vescovi ausiliari, i direttori degli Uffici e tutti i dipendenti nella sala del terzo piano. Un lungo abbraccio con il cardinale Camillo Ruini, a cui succede nella guida della diocesi. «Ci accompagni sempre con la sua preghiera e con il suo consiglio», dice al suo predecessore. Lo chiama «padre di questa esperienza» che, assicura, sarà all’insegna della continuità. «Non si può arrivare e cominciare daccapo – afferma infatti il cardinale Vallini – perché nulla è daccapo».
Del resto i due porporati si conoscono da anni. Per l’esattezza da quando il cardinale Vallini «era ausiliare a Napoli», come ricorda il cardinale Camillo Ruini. «Ci legano grande stima e amicizia», prosegue il porporato. Che ricorda il servizio appena concluso come «un’avventura lunga e faticosa, ma certamente simpatica, che ho vissuto con gioia». E conclude: «Che la Chiesa di Roma continui a salire sulla strada del Signore!».
30 giugno 2008