Il cardinale Vallini: «Sotto la croce con la Madonna della Fiducia»

Nella giornata conclusiva dei festeggiamenti in onore della Patrona del Seminario Maggiore, il cardinale vicario ai sacerdoti: «Nelle nostre fragilità la Vergine ci è vicina e ci rigenera» di Christian Giorgio

Rivolto ai tanti seminaristi e ai sacerdoti ex alunni del Seminario Maggiore, il cardinale vicario Agostino Vallini ha parlato della fragilità umana, dei «momenti difficili» e delle «numerose tentazioni» che bisogna tante volte affrontare lungo il «cammino sacerdotale». L’occasione è stata quella della Messa di sabato primo marzo, giornata conclusiva dei festeggiamenti in onore della Madonna della Fiducia, patrona del Seminario Maggiore. E proprio a lei, il cardinale Vallini ha dedicato il suo ricordo più intimo, fatto di «eloquenti silenzi», di «tante preghiere» e altrettante «lacrime versate» davanti all’effigie settecentesca della Madonna conservata nella cappella del Seminario. «La prima volta che ho visitato il piccolo santuario in cui è custodita – ha ricordato il cardinale -, è stato come se la Vergine mi dicesse: “Coraggio, ce la fai”». Risiede in questo la «la forza d’attrazione» generata dalla Patrona del Seminario: «lei – ha continuato il cardinale – ci è sempre vicina nonostante le difficoltà e le fragilità umane».

Fragilità che «misuriamo in tanti modi», dalle «piccole infedeltà ai propositi sacerdotali» alle «più grandi tentazioni» che rischiano di «farci cadere sul ciglio del nostro cammino».
Situazioni che, prima o poi, «capita che portino via un po’ di serenità» anche ai ministri di Dio. Tra i tanti sacerdoti che hanno concelebrato l’Eucaristia con il cardinale, c’erano anche coloro che nel 2013 hanno festeggiato tappe importanti del proprio cammino: 10, 25, 50 e 60 anni di sacerdozio. Il cardinale Vallini ha pensato a loro quando, rivolto ai giovani seminaristi, ha assicurato: «nonostante il nostro percorso possa essere alle volte difficile, siamo consolati dal fatto di non essere soli, siamo comunità. La nostra forza risiede nella grazia del battesimo, nello Spirito della cresima, nell’ordinazione sacerdotale o episcopale, nella certezza che il Signore ci rinnova ogni giorno per diventare un cuore solo e un’anima sola per il dono dello Spirito».

Fragili sì, quindi, «ma capaci di essere rigenerati – ha aggiunto il cardinale – nella profondità del nostro essere e della nostra psiche che, pur esposta continuamente a rischi e pericoli, non vacilla nella sicurezza della fedeltà di Dio». Un punto fermo, quest’ultimo, nel quale trovare «fondamento» ma che ha anche un prezzo: «quello della croce». Sotto di essa però, «non siamo soli; Gesù assicura la presenza di Maria: “Ecco tua Madre”. Una madre in cui avere fiducia e con la quale perseverare nella preghiera» come riporta il brano degli Atti degli Apostoli ricordato dal cardinale Vallini.

Poi, rivolto ai seminaristi del primo anno, il cardinale vicario ha invitato i giovani «a essere onesti con se stessi ma anche generosi, perché le promesse di Dio sono irrevocabili, il Signore non viene mai meno a esse». «Lasciamolo agire nel cuore degli uomini – ha concluso -; è lì che Dio lascia il suo segno. Continuiamo, con la Vergine, a essere perseveranti nella preghiera in modo da sentirci sempre più forti, fiduciosi e pronti a ripartire dopo aver rivolto lo sguardo a Maria che sostiene il nostro sacerdozio».

3 marzo 2014

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