Il Consiglio dei ministri approva il decreto Salva Roma
Arriva in giunta il bilancio di previsione 2013. Il termine ultimo per l’approvazione: il 30 novembre. Il Consiglio dei ministri approva il possibile aumento dell’Irpef. Marino: «Non ci saranno altri aumenti» di R. S.
Approvato nella serata di ieri, martedì 29 ottobre, da parte del Consiglio dei ministri il decreto Salva Roma, che permetterà alla Capitale di girare sul debito storico i costi maturati dopo il 2008 per delibere antecedenti. Concretamente, circa la metà del debito ereditato dall’amministrazione Marino (867 milioni), che sarà portata sulla gestione commissariale. In più, si legge nel decreto, «Roma Capitale potrà incrementare dal 1° gennaio 2014 la misura dell’aliquota dell’addizionale comunale all’Irpef – attualmente fissata allo 0,9% – di ulteriori 0,3 punti percentuali».
Una possibilità, quest’ultima, che il sindaco Ignazio Marino nega con decisione. «Personalmente – dichiara – ho fatto resistenza all’ipotesi di un aumento delle tasse. I cittadini ne pagano già molte, farò resistenza affinché non ci siano altri aumenti». Intanto già oggi, mercoledì 30 ottobre, la Giunta potrebbe approvare il bilancio di previsione 2013, nel quale dovrebbe essere compresa anche la cifra in arrivo dalla Regione per il trasporto pubblico locale. L’iter successivo: il passaggio in commissione Bilancio e nei 15 Municipi per il parere consultivo, per poi arrivare alla discussione in Aula Giulio Cesare. Il termine ultimo per approvare il bilancio, ed evitare in commissariamento, è fissato al 30 novembre.
In Campidoglio, nel frattempo, si lavora anche per rivedere i contratti in essere delle aziende partecipate. L’ottica è quella dei tagli: l’obiettivo di Marino è «eliminare le aziende che servono solo ai salari dei dirigenti che ci lavorano e valorizzare i luoghi culturali della nostra città, razionalizzandoli quanto ai costi». Anche il presidente dell’assemblea capitolina Mirko Coratti fa appello al «senso di responsabilità di tutti i gruppi consiliari»: sul futuro della città, dichiara in una nota, «nessuno potrà permettersi di tergiversare né dai banchi dell’opposizione né tanto meno da quelli della maggioranza».
30 ottobre 2013