Il Movimento dell’acqua in piazza per l’anniversario “amaro” del referendum

Nel 2011 27 milioni di cittadini italiani votavano per sancire che l’acqua non è una merce. Appello del Comitato italiano per il Contratto mondiale: il governo difenda le risorse idriche nazionali di Agenzia Sir

Domani, giovedì 13 giugno, il Movimento dell’acqua scende nuovamente in piazza per celebrare con “sarcasmo” il 2° anniversario della vittoria referendaria sancita nel 2011 dal voto dei 27 milioni di cittadini italiani. La richiesta alla politica di adottare provvedimenti per sancire che in Italia “l’acqua non è una merce” e sulla “gestione dell’acqua non si può fare profitto” è rimasta inevasa. Il referendum sull’acqua si è purtroppo trasformato in un “buco nell’acqua”.

«In assenza di una legge quadro di riferimento, il rimando ai principi di giurisprudenza europea, che costituiscono la cornice di riferimento in tema di gestione del servizio idrico e dei servizi pubblici locali nello scenario post-referendum, espongono il nostro patrimonio idrico, le aziende che gestiscono il servizio idrico, anche quelle ancora controllate dai Comuni, al rischio di diventare facili prede da parte dei mercati finanziari e delle principali imprese europee», dichiara Rosario Lembo, presidente del Comitato italiano per il Contratto mondiale sull’acqua. A partire dalla legge Galli il servizio idrico è stato equiparato ai servizi pubblici locali di rilevanza economica e quindi resta assoggettato alle regole del mercato e della concorrenza.

Gli orientamenti della Commissione europea – che sono contenuti nel “Water Blueprint” – puntano ad introdurre il vincolo dell’applicazione del sistema dei “prezzi” per ogni fase del ciclo dell’acqua, cioè la monetarizzazione di tutto il servizio idrico e non solo e di fatto costituiscono una minaccia che rischia di annullare in Italia ogni prospettiva futura di rispetto del referendum e di ripubblicizzazione del servizio idrico.

Da queste preoccupazioni nasce l’appello che il Comitato italiano per il Contratto mondiale dell’acqua lancia al parlamento e al nuovo governo Letta, in occasione del secondo anniversario del referendum sull’acqua, perché si faccia carico di mettere in sicurezza la difesa delle risorse idriche nazionali, adottando con urgenza una serie di provvedimenti. Gli obiettivi sono «ratificare nella Costituzione italiana la risoluzione Onu del luglio 2010»; «approvare con urgenza una nuova legge quadro sulle risorse idriche, accogliendo i principi e le proposte contenuta nella legge di iniziativa popolare deposita in parlamento dai Movimenti dell’acqua nel 2007»; «riportare la competenza in materia di regolamentazione del ciclo delle acque e del servizio idrico e conseguentemente della determinazione del metodo tariffaria sotto la competenza del ministero dell’Ambiente, della tutela del territorio e del mare».

12 giugno 2013

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