Il patriarca di Mosca: «Stop alle violenze in Ucraina»

Kirill in un messaggio dopo gli scontri di Odessa «La responsabilità per quanto sta accadendo è innanzitutto di chi fa ricorso alla violenza anziché al dialogo. Al dialogo non c’è alternativa» di R. S.

«Prego con fervore per il risanamento del Paese, la rappacificazione tra le parti in conflitto, la fine di ogni spargimento di sangue e violenza», ha scritto il patriarca di Mosca Kirill in un messaggio diffuso sabato scorso 3 maggio dopo gli scontri di Odessa. «La responsabilità per quanto sta accadendo è innanzitutto di chi fa ricorso alla violenza anziché al dialogo» afferma Kirill, che esorta «tutte le parti a risolvere le questioni aperte attraverso i negoziati». Secondo il patriarca, l’Ucraina potrà offrire «una vita degna per i propri cittadini solo se sarà una casa comune per persone di convinzioni politiche differenti, anche diametralmente opposte. Al dialogo non c’è alternativa». E invita a «ascoltarsi reciprocamente, cercando di superare le contraddizioni esistenti e rinnovando la fedeltà ai valori spirituali e morali cristiani che hanno formato il popolo ucraino».

Anche secondo il metropolita Onofrio, luogotenente della Chiesa russa in Ucraina, «nessuna idea politica vale lo spargimento di sangue». In un appello diffuso ieri da Kiev scrive: «Vogliamo spezzare questo circolo infernale e non permettere al diavolo di trasformare il nostro Paese in un terreno per una guerra fratricida». Ed esorta: «Dobbiamo ricordare che la missione della Chiesa è la buona notizia della riconciliazione dell’uomo con Dio e tra gli uomini. I sacerdoti facciano ogni sforzo per fermare l’escalation del conflitto».

5 maggio 2014

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