Il sangue di Papa Wojtyla in un’ampolla

La reliquia esposta alla venerazione dei fedeli in occasione della beatificazione e poi conservata nel “Sacrario” a cura dell’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice da Agenzia Sir

La reliquia che verrà esposta alla venerazione dei fedeli in occasione della beatificazione del Papa Giovanni Paolo II è una piccola ampolla di sangue, inserita nel prezioso reliquiario fatto preparare appositamente dall’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice. A renderlo noto è il 26 aprile la sala stampa della Santa Sede, con un comunicato in cui si spiega l’origine di tale reliquia.

«Negli ultimi giorni della malattia del Santo Padre – si legge nella nota – il personale medico addetto compì prelievi di sangue, da mettere a disposizione del Centro Emotrasfusionale dell’Ospedale Bambino Gesù in vista di un’eventuale trasfusione. Tale Centro, diretto dal professor Isacchi, era infatti incaricato di questo servizio medico per il Papa. Tuttavia non ebbe poi luogo alcuna trasfusione, e il sangue prelevato rimase conservato in quattro piccoli contenitori. Due di questi sono rimasti a disposizione del Segretario particolare del Papa Giovanni Paolo II, il cardinale Dziwisz; gli altri due sono rimasti presso l’Ospedale Bambino Gesù, devotamente custoditi dalle Suore dell’Ospedale».

In occasione della beatificazione – informa la Sala Stampa Vaticana – questi due contenitori sono stati collocati in due reliquiari: il primo di essi verrà presentato alla venerazione dei fedeli in occasione della cerimonia di beatificazione del 1° maggio, e poi sarà conservato nel “Sacrario” a cura dell’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice, insieme «ad altre importanti reliquie». Il secondo, invece, «verrà riconsegnato all’Ospedale Bambino Gesù, le cui suore avevano già fedelmente custodito la preziosa reliquia negli anni trascorsi». «Il sangue si trova allo stato liquido, circostanza che si spiega per la presenza di una sostanza anticoagulante che era presente nelle provette al momento del prelievo», precisa la sala stampa della Santa Sede.

27 aprile 2011

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