Il solstizio d’estate nella basilica di S. Maria degli Angeli

L’evento astronomico misurato sulla linea meridiana voluta da papa Clemente XI, lunga quasi 45 metri di Costantino Sigismondi

L’evento astronomico del solstizio d’estate si ripete ormai da più di 300 anni sulla preziosa linea meridiana voluta dal Papa Clemente XI e realizzata da Francesco Bianchini. È un evento che desta sempre una certa curiosità, forse perché riguarda un fenomeno che viene enunciato già dalle scuole elementari, e richiama molti appassionati, turisti e scolaresche. Perciò è anche un’occasione feconda per una proposta formativa sul tema del rapporto tra scienza e fede, nell’ambito di quella pastorale dell’intelligenza che raccomanda il Papa Benedetto XVI.

I sacerdoti della basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri sono stati sempre accoglienti nei confronti degli studi scientifici condotti sulla Meridiana, e li hanno voluti armonizzare con il servizio liturgico scegliendo le 12.30 come orario della Messa feriale, in modo tale da non sovrapporsi mai al transito del Sole al meridiano, ma o precederlo (d’estate) o seguirlo (con l’orario invernale). È la prima volta che l’orario delle Messe tiene conto dell’equazione del tempo, che governa per l’appunto, gli istanti del mezzodì locale, quando il Sole passa sulla meridiana. L’idea è anche quella di accogliere gli studiosi consentendo loro di partecipare anche alla Messa e di invitare i fedeli a contemplare questa meraviglia quotidiana per poter meglio dar lode al Creatore. Come è avvenuto ieri, quando la basilica ha ospitato alle 12.30 la celebrazione in suffragio degli astronomi scomparsi, seguita da una conferenza sul tema “Sirio, la stella del solstizio d’estate”

La spiegazione del fenomeno del solstizio, segnato proprio dalla stella Sirio, è andata oltre i termini tecnici per addetti ai lavori, e ha aperto prospettive più ampie sul confronto tra la scienza e la Chiesa. Il Papa Clemente XI non ha soltanto assecondato una proposta che gli veniva dal mondo scientifico di allora su studi più approfonditi sulla bontà della riforma del calendario, ma ha più volte visitato la basilica delle Terme di Diocleziano, in particolare il giorno 6 ottobre, festa di San Bruno, fondatore dei Certosini. Non si trattava solo di una cortesia verso i monaci della Certosa, ma era anche l’anniversario della sua prima Messa, che egli celebrò proprio nella cappella di San Bruno in Santa Maria degli Angeli, nel 1700, poco prima di essere eletto Papa il 23 novembre.

Dunque la Meridiana era il suo dono personale alla basilica di cui Michelangelo fu architetto. E quella Meridiana, come quella costruita 47 anni prima da Giandomenico Cassini in San Petronio a Bologna, sarebbe stata in grado di far distinguere il modello copernicano da quello tolemaico. La Meridiana introducendo la luce del Sole nella chiesa avrebbe aiutato a far luce sulla verità circa i suoi moti. Lunga quasi 45 metri, con un foro gnomonico ad oltre 20 metri di altezza, la Meridiana Clementina era il Monte Palomar del ‘700, ed era stata costruita a Roma 70 anni dopo il caso Galileo, ben prima che Benedetto XIV levasse i libri sul copernicanesimo dall’indice dei libri proibiti.

Il solstizio d’estate è il punto più alto che il Sole raggiunge sulla sua orbita celeste. Francesco Bianchini, l’autore della meridiana clementina nella basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, già nel solstizio estivo del 1701 osservava Sirio di giorno nella chiesa completamente oscurata da tende. Nelle sue lettere all’astronomo bolognese Eustachio Manfredi riferiva: «Oggi ho osservato il Sirio 1 minuto e 24 secondi prima del transito del Sole», e il giorno successivo: «Oggi il Sirio è passato 2 minuti e 26 secondi dopo il transito del Sole». Era il 29 giugno. È corretto quindi intendere che la stella Sirio culminava al meridiano, in quel giorno, contemporaneamente al Sole e Bianchini riusciva a cronometrarne il passaggio e così ricavare l’istante del solstizio con grande precisione.

22 giugno 2007

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