Il travaglio della modernità nella nuova edizione di “Viam Scire”

Riprende il percorso triennale legato al Progetto culturale in diocesi. Tavola rotonda con Della Loggia, Ornaghi e Ferrara di Claudio Tanturri

Riprende mercoledì 23 il cammino diocesano di attuazione del Progetto culturale. Alle 19.30 infatti nella Sala della Conciliazione del Palazzo Lateranense prenderà il via la seconda stagione di «Viam scire», l’itinerario di formazione coordinato da mons. Sergio Lanza, incaricato diocesano per il Progetto culturale. Un percorso triennale organico articolato su tre aree di interesse: Via, Verità e Vita.

Era stato proprio il cardinale Ruini a inaugurare lo scorso anno la prima tappa sul tema della Via, insieme alla scrittrice Susanna Tamaro, dando il via a una serie di appuntamenti che hanno avuto fra i protagonisti anche la storica Lucetta Scaraffia e Angela Ales Bello, Decano della Facoltà di filosofia dell’università Lateranense. Domani invece l’anno dedicato al tema della Verità ricomincia con un dibattito sul tema “Quando i simboli diventano cartoline illustrate. Il travaglio della modernità”. Saranno chiamati a confrontarsi il rettore dell’università Cattolica del Sacro Cuore, Lorenzo Ornaghi, e il politologo ed editorialista del «Corriere della Sera» Ernesto Galli della Loggia. A moderare i loro interventi il direttore de «Il Foglio», Giuliano Ferrara.

«Sarà una tavola rotonda – anticipa monsignor Lanza – in cui verranno prese in considerazione le varie opinioni intorno alla comprensione del nostro tempo. Un tempo in cui i valori sembrano sfumati e ridotti, appunto, a cartoline illustrate: a un prodotto cioè di gradevole e semplice consultazione, ma incapace di indicare e rendere realizzabile il senso e il progetto vero della vita di ogni uomo». Problematiche alla base anche di quella «Questione antropologica» della quale si è fatto portavoce il cardinale Ruini in un’epoca come la nostra, che continua l’incaricato diocesano per il Progetto culturale, «è caratterizzata da un vero e proprio “travaglio”, dal quale si potrà uscire solo ridando fiducia all’uomo, rendendolo protagonista nella ricerca della verità».

Proprio per questo gli incontri di questa seconda edizione di Viam Scire si rivolgeranno non solo a coloro che desiderano approfondire e consolidare la propria fede ma anche a quanti si interrogano con spirito aperto sulle domande fondamentali che agitano il dibattito culturale contemporaneo. «Saranno – conclude il sacerdote – l’occasione per un confronto aperto tra persone trasparenti, capaci di un dialogo costruttivo nel rispetto reciproco. Un esempio di come sia possibile quella laicità autentica di cui tanto si parla».

Il dibattito di domani sera sarà introdotto da un breve prologo musicale nel quale la pianista Claudia Caneva e il soprano Monia Salvati eseguiranno tre lieder composti da Friedrich Nietzsche: «Unendlich» (Infinito), «Verwelkt» (Sfiorita), entrambi risalenti al periodo giovanile, e «Gebet an das Leben» (Preghiera alla vita) del 1887. Brani che, spiega la pianista, «rivelano la fragilità e la sensibilità di un uomo affannato nella ricerca di senso e verità».

22 novembre 2005

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