In piazza alla Festa dei Popoli la croce di Lampedusa

In occasione dell’iniziativa organizzata da Caritas, Migrantes e Scalabriniani, a San Giovanni per un giorno la croce ricavata dal legno delle barche approdate sull’isola, custodita a San Bartolomeo di Mar. Fin.

Tra le tante croci custodite nella chiesa di San Bartolomeo all’Isola Tiberina, ce n’è una davanti alla quale eccezionalmente si potrà anche pregare nel corso della Festa dei Popoli, che porta inciso nel suo legno il dramma di chi prova ad attraversare il Mediterraneo, troppe volte con poca fortuna, per raggiungere le coste italiane in cerca di un futuro migliore. È una croce ricavata, come spiega la targa posta alla sua base, dal «legno delle barche approdate a Lampedusa».

Costruita su modello di quella, più famosa, realizzata da Franco Tuccio, falegname dell’isola degli sbarchi, questa croce spiega l’emigrazione meglio che con le parole e al tempo stesso invita a riflettere sulle disgrazie umane generatesi, come ricorda di continuo Papa Francesco, dalla cultura dello scarto. «Siamo incoraggiati dalla sensibilità del Papa sui migranti a proporre questo segno alla Festa perché – spiega padre Gaetano Saracino, tra gli organizzatori della Festa dei Popoli -, come solo la Croce sa fare, venga incisa la vita delle comunità cristiane e siano scosse quelle civili. L’auspicio è che l’uomo non condanni più nessuno a morire di speranza».

14 maggio 2014

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