In viaggio tra i presepi in città

Presso la basilica di Santa Maria del Popolo, nelle Sale del Bramante, i tradizionali “100Presepi”. A Santa Teresa d’Avila gli allestimenti artistici di fra Serafino Melchiorre di Laura Badaracchi

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In piazza San Pietro il segno della Natività sta prendendo corpo giorno dopo giorno: anche quest’anno il presepe sarà all’ombra di un grande albero di Natale, arrivato da Luson, in provincia di Bolzano. Un abete rosso alto quasi 26 metri e di ben 93 anni, già destinato ad essere tagliato; il suo legno verrà poi regalato ad associazioni per la lavorazione con un obiettivo solidale.

Intanto, a neppure due settimane dal Natale, la città si sta popolando di luci e di manifestazioni per mettere al centro delle giornate di festa il mistero dell’Incarnazione, anche se – complice la crisi – le vie risultano meno illuminate rispetto al passato. Tuttavia i sondaggi dicono che non solo albero e presepe saranno presenti nelle case di quasi una famiglia su due, ma che la fedeltà alla tradizione è in crescita: se nel 2008 il 41% delle famiglie optava per entrambi, quest’anno è il 44%.

Per chi vuole fare due passi nel centro storico, ecco la consueta mostra “100Presepi”, allestita fino al prossimo 6 gennaio presso la basilica di Santa Maria del Popolo, in via D’Annunzio: in realtà le Sale del Bramante ospitano ben 200 presepi, di cui oltre uno su quattro proviene da vari Paesi del mondo. Si attraversano diverse tipologie ed epoche, spaziando tra forme creative, materiali preziosi o riciclati e ambientazioni storiche o etniche: dai classici del Seicento e del Settecento napoletano e siciliano, e dell’Ottocento romano, a personaggi rappresentativi del folklore e delle tradizioni natalizie nel mondo. Aperta ogni giorno dalle 9.30 alle 20, da ventiquattro anni la rassegna intende rilanciare l’usanza del presepe, sensibilizzando allo stesso tempo i turisti che si riverseranno nella Capitale durante le festività.

Rimanendo nel cuore della metropoli, si può visitare il chiostro di Santa Maria Mediatrice, presso la Curia generalizia dei Frati Minori, dove il 18 dicembre alle ore 18 verrà inaugurata un’esposizione di una cinquantina di presepi giunti dalle varie missioni francescane; fu proprio il poverello di Assisi a inaugurare circa otto secoli fa a Greccio questa tradizione, ormai diffusa in ogni angolo del pianeta. Nel suggestivo scenario della mostra – che resterà aperta, a ingresso libero, fino al 9 gennaio – saranno presenti anche circa 30 tele dell’architetto Antonio Ciolfi, «che hanno una caratteristica introspettiva analoga a quella del presepe, espressione artistica in cui emerge ciò che si ha nell’anima», spiega.

Anche nelle parrocchie si moltiplicano le iniziative: a Santa Teresa d’Avila, in Corso d’Italia 37, fino al 9 gennaio c’è la sedicesima edizione della mostra di presepi realizzati da fra Serafino Melchiorre, carmelitano e artista di fama internazionale. Originario di Gioia del Colle, in provincia di Bari, 78 anni, il religioso ha cominciato fin da bambino a trasformare la creta in statuine, poi costruite con i materiali più diversi, come pietra o gesso.

A San Liborio, invece, fino al 6 gennaio lo Sportello di fraternità propone una mostra di 22 presepi dell’artista Luciano Piras: appuntamento in via Diego Fabbri 104. La rappresentazione della Sacra famiglia diventa anche terapeutica, come dimostrano i pazienti terminali dell’hospice Villa Speranza, presso il Policlinico Gemelli, impegnati in questi giorni a costruire la capanna o l’intero presepe, affiancati da una trentina di volontari. E diverse associazioni invitano a fare regali di solidarietà, come Apurimac, che sostiene le missioni agostiniane in America Latina. Gesti da compiere non solo a Natale.

23 dicembre 2010

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