Jekyll-Hyde diventa musical all’Eliseo

L’opera dello scozzese Stevenson diretta da Giancarlo Sepe con Alessandro Benvenuti, Rosalinda Celentano e le sorelle Kessler racconta l’eterna lotta tra bene e male di Toni Colotta

Fra poco ottobre: tempo tradizionale di riaperture per scuole e teatri, un accostamento che non stona. In entrambi si cerca di fare comunicazione per la crescita di chi ascolta, in un banco o in una platea. Ma in teatro, solo in teatro, si fa anche spettacolo per accendere la fantasia. Tutto questo ci viene alla mente a proposito dell’evento che abbiamo scelto di presentare fra le aperture di stagione dei maggiori teatri. Il palcoscenico è quello dell’Eliseo e il testo che vi si rappresenta è nientemeno che «Lo strano caso del dottor Jekyll e di mister Hyde». Un’opera in forma di racconto che ha dato celebrità sempiterna all’autore scozzese Robert Louis Stevenson. E ha goduto di almeno due trasposizioni cinematografiche di un certo prestigio. Proprio però il tipo di trattamento per lo schermo ha indotto il pubblico a incasellare Jekyll-Hyde nella categoria dell’«horror» sacrificando il senso profondamente umano dell’inventiva stevensoniana.

Gli estremi per il brivido, è vero, c’erano tutti. Ricordiamolo agli immemori e ai troppo giovani: Jekyll, studioso della personalità, è ossessionato dall’idea che nell’uomo convivono il bene e il male; ne è talmente preso che, scienziato in delirio di onnipotenza, ricava chimicamente una pozione in grado, se ingerita, di separare nettamente nel comportamento le due nature, sperimentandone l’effetto su se stesso. A volontà diventa Hyde, anima prava capace anche di uccidere. Finché Jekyll perde il controllo della metamorfosi. Epilogo tragico. Ci voleva la creatività intrepida di Giancarlo Sepe per trarre libera ispirazione dal racconto – ribattezzato solo «Dr Jekyll e Mr Hyde» con sottotitolo «Sogni e visioni» – e ripensare la metafora sottesa dando al tutto abito scenico fuori del comune, ossia un musical. A cui il compositore Davide Mastrogiovanni ha conferito una colonna sonora nuovissima. Molto dello spettacolo è per ora avvolto nel mistero.

Ma lasciamo spiegare allo stesso Sepe – che ne è anche regista – quali sono i punti di attacco della sua riduzione: «Bene e male, “due anime dimorano nei nostri petti”. Questo teorema ha attraversato i tempi, i luoghi, gli esseri umani che giocano con le cose, da tiranni e da re illuminati, indifferentemente, senza rispetto per nessuno: a turno si è mostri e servi fedeli. Si ama e si odia. Questo è uno spettacolo basato sul doppio, sulla trasformazione, sull’accostamento di due segni diversi, due colori che stridono». A impersonare i segni due attori di sicura presa sul pubblico, Alessandro Benvenuti e Rosalinda Celentano. E una sorpresa per i nostalgici dei tempi televisivi passati, Alice ed Ellen Kessler, come gemelle simbolo dell’ambiguità del doppio. In tutto, dicono gli annunci, venti interpreti che cantano, recitano e ballano.

12 settembre 2011

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