La Chiesa, bellezza dell’unità

di Rebecca Nazzaro

«Che stupendo mistero! Vi è un solo Padre dell’universo, un solo Logos dell’universo e anche un solo Spirito Santo, ovunque identico; vi è anche una sola vergine divenuta madre, e io amo chiamarla Chiesa!» (Clemente d’Alessandria, Paedagogus, 1, 6).

Riflettiamo insieme su questo mistero d’amore: la Chiesa a imitazione della Madre del suo Signore, conserva integra la fede, solida la speranza, sincera la carità; conserva la bellezza dell’unità! La bellezza della Chiesa è la sua unità nella grande diversità che proviene sia dalla varietà dei doni di Dio sia dalla molteplicità delle persone che li ricevono. Unità nella diversità dei popoli e delle culture.

Riflettere su questo mistero d’amore, impegna la comunità dei cristiani a farsi essa stessa dono, servizio e viva testimonianza. Per questo, l’amore è il segno sotto cui deve compiersi il destino della comunità dei fedeli, affinché essa possa riconfermarsi, sempre di nuovo, come “ecclesia”.

La Chiesa è soprattutto un’assemblea, un raduno, una congregatio, che lavora a vincere le spinte alla disgregazione e alla sfiducia che spesso abitano l’uomo: essa è vera comunione non solo con il Padre ma anche dei fedeli tra di loro; un vincolo di unità fraterna che però non vive ripiegato sulla sola dimensione terrena ma rivolto verso le vertiginose altezze dell’Assoluto.

La Chiesa è, infatti, il luogo, attraverso il quale ciascun uomo ritrova l’accesso al Padre, entra in un orizzonte nuovo che è quello dell’Eterno e apprende la possibilità di approssimarsi al Mistero. Il senso della vocazione missionaria della Chiesa è infatti quello di far riflettere l’uomo sul senso della sua incompiutezza e ricordargli che Dio è amore, e bontà in tutte le sue fibre.

La Chiesa, per questo, vive dell’Eucaristia, della sua efficacia unificante, poiché è proprio attraverso lo stupore eucaristico che si compie la promessa: «Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28, 20 Allo stesso modo, attingendo, di nuovo, alla sorgente limpida della Chiesa primigenia, troviamo l’immagine che meglio restituisce i modi autentici di vivere la bellezza della comunione ecclesiale: «Avevano un cuore e un’anima sola» (Atti degli apostoli 4, 32).

27 maggio 2008

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