La cucina degli chef per aiutare i poveri
L’iniziativa della Caritas diocesana ha coinvolto quattro grandi cuochi e duecento invitati alla cena di beneficienza nella casa-famiglia di Villa Glori. Il ricavato fornirà 8mila pasti nelle mense di Elisa Storace
«Io sono il portavoce dei poveri di questa città e, a nome loro, vi ringrazio di cuore di aver accettato il nostro invito di stasera». Così monsignor Enrico Feroci, direttore della Caritas diocesana di Roma, ha accolto i circa 200 invitati alla cena di beneficenza «Quattro chef per la Caritas», tenutasi presso la Casa Famiglia Villa Glori ieri, 11 dicembre, occasione di raccolta fondi a favore della campagna «Oggi offro io» per sostenere le mense e l’Emporio della Caritas. L’evento, organizzato dalla Caritas in collaborazione con l’Associazione Amici della Caritas di Roma e la partecipazione di Witaly, ha visto la partecipazione gratuita degli enologi dell’Associazione romana sommelier e dei giovani chef della Federazione Italiana Cuochi che hanno affiancato i quattro colleghi di prestigio Oliver Glowig, Gennaro Esposito, Riccardo di Giacinto e Davide Del Duca.
«Con il ricavato della serata – ci spiega Gennaro Di Cicco, coordinatore della campagna – saremo in grado di fornire 8.000 pasti presso le nostre mense, oppure, per fare un altro calcolo, 500 “spese alimentari mensili” per famiglie bisognose presso l’Emporio della solidarietà a Ponte Casilino: un bel risultato, reso possibile dall’appoggio delle istituzioni e dalla generosità dei nostri sostenitori». I numeri forniti da Caritas sulle azioni messe in campo per far fronte all’emergenza alimentare a Roma parlano di un fenomeno nascosto agli occhi dei più ma sempre più tangibile: 1.500 pasti pronti erogati ogni giorno e circa 1.700 persone aiutate settimanalmente mediante la spesa alimentare. Un «popolo» di bisognosi – stranieri, giovani disoccupati, anziani indigenti – accresciuto ogni giorno dalla crisi.
«Gli chef intervenuti non sono nuovi alle iniziative di solidarietà, né lo è il mondo della cucina italiana – ha ricordato il giornalista enogastronomico Luigi Cremona, “regista” della serata -, come nel maggio scorso ha dimostrato per tutti la Federazione Italiana Cuochi, impegnandosi generosamente nella cucina d’emergenza per i terremotati dell’Emilia». «Ognuno può fare buone azioni», ha detto lo chef Gennaro Esposito, «ed è bene cogliere ogni occasione per farle, non solo a Natale», ha aggiunto il collega Glowig. Un pensiero condiviso da tutti i sostenitori dell’evento, che s’inserisce in una serie di iniziative – come la raccolta alimentare presso la grande distribuzione – che hanno visto e vedono una partecipazione sempre maggiore di volontari e sponsor.
«Quando le grandi imprese operano sul territorio romano – ha sottolineato il sindaco Gianni Alemanno – noi ci permettiamo di chiedere loro di impegnarsi in opere di interesse pubblico, e nessuna si è mai tirata indietro, anzi: hanno sempre colto l’occasione con entusiasmo». Imprese virtuose come il gruppo Salini-Todini, che ha realizzato la nuova strada d’accesso alla casa-famiglia, inaugurata all’inizio della serata proprio dal sindaco. Trecento metri di strada che, come spiega Massimo Raimondi, direttore della struttura che accoglie 26 malati di Aids, «ci consentono di rendere più autonome le tre case-famiglia di cui è composto il centro». L’elenco dei sostenitori riuniti per la cena è lungo, e va da grandi nomi come Ferrovie dello Stato al Gruppo Maiorana, passando per Chs Group, Gruppo Colaneri e Cna, ma riunisce anche molte imprese dell’eccellenza come l’Azienda Fratelli Fiasconaro, il Confettificio Papa, le Cantine Antonio Valerio, l’Azienda Principe Pignatelli e l’Unione panificatori di Roma e Provincia. Ma, come ha ricordato monsignor Feroci, i veri protagonisti della serata «restano i poveri, nostro primo e ultimo pensiero».
12 dicembre 2012