La custodia del creato per la pace

di Angelo Zema

Un grande appello alla responsabilità, dei fedeli, dei cittadini, delle nazioni è quello che Benedetto XVI rivolge nel messaggio per la XLIII Giornata mondiale della pace. La responsabilità nei confronti del rispetto del creato, visto che il tema scelto dal Papa quest’anno è «Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato».

Il suo primo invito è a considerare la creazione come dono di Dio all’umanità; quando ciò non accade, infatti, «rischia di attenuarsi nelle coscienze la consapevolezza di tale responsabilità». Con effetti disastrosi sull’ambiente, che il Santo Padre elenca nel messaggio: i cambiamenti climatici, la desertificazione, il degrado e la perdita di produttività di vaste aree agricole, l’inquinamento dei fiumi e delle falde acquifere, la perdita della biodiversità, l’aumento di eventi naturali estremi, il disboscamento delle aree equatoriali e tropicali.

Del resto, già Giovanni Paolo II nel 1990 aveva parlato di «crisi ecologica», ma tale crisi non è solo una questione ambientale, è invece collegata al concetto stesso di sviluppo e alla visione dell’uomo. Da qui la necessità di «operare una revisione profonda e lungimirante del modello di sviluppo», revisione che chiama in causa l’impegno di ciascuno, e non può essere delegato solo ai responsabili delle nazioni, da cui pure si attende però una spinta decisiva per assicurare l’impegno alla tutela del creato.

Servono nuovi stili di vita, improntati alla sobrietà e alla solidarietà, dove quest’ultimo concetto dovrebbe essere legato proprio a una comune responsabilità tra gli abitanti del pianeta. Serve una svolta rispetto ai modelli di consumo e di produzione attualmente dominanti, «spesso insostenibili – afferma Benedetto XVI – dal punto di vista sociale, ambientale e finanche economico». Parte da qui l’educazione alla pace.

30 dicembre 2009

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