La notte bianca della fede /2: «Questa serata mi riempie di speranza»
Da San Bartolomeo a Santa Maria in Vallicella, passando per Santa Anastasia al Palatino e San Giovanni Battista dei Fiorentini: itinerario di attesa e di preghiera, verso la Messa del 1° maggio di Daniele Piccini
Sono da poco passate le 23; Sara, Grazia, Ilaria, Francesca, Sandra e Monica, i volti arrossati dalla stanchezza, parlottano sul sagrato di San Bartolomeo all’Isola Tiberina. I fedeli occupano già tutti i banchi e le sedie della basilica. Non c’è posto per le sei ragazze di Grottaferrata, né per i loro grossi zaini. Poco male, stanotte tutto il cielo di Roma, avvolto di nubi e contratto di pioggia, è un tempio all’aperto. «Ora ce ne andiamo a via della Conciliazione – convengono le sei amiche del gruppo Corsi di vita cristiana della diocesi di Frascati -: passeremo la notte lì e domani avremo un posto per assistere alla beatificazione del nostro Papa, il Papa dei giovani». Qui, stanotte, la loro piccola storia si confonde con la storia del XX secolo e dei suoi testimoni di fede, cui proprio Giovanni Paolo II ha voluto offrire San Bartolomeo come luogo memoriale.
Stanotte si prega in tanti modi, anche con l’arte. Così, sul sagrato di Santa Anastasia al Palatino, capita di incontrare Pilato che mangia un panino. È Marco Mencaglia, 33 anni, membro del gruppo di preghiera Comunità di Shalom, che ha appena finito di rappresentare, per la quarta volta stasera, lo spettacolo “Christus”, la vita di Gesù in dieci minuti. «Con il nostro spettacolo – spiega – vogliamo evangelizzare attraverso l’arte. Questa capacità di aprirmi verso il mondo, di andare al di là della mia realtà quotidiana, è un dono di Giovanni Paolo II». All’interno della chiesa la Messa in lingua polacca, fuori i gruppi levano le tende per dirigersi in piazza San Pietro.
Qualche chilometro più in là, oltre le porte di San Giovanni Battista dei Fiorentini, splende il sorriso di Sara Falchetti. I panni del cronista cadono giù quando la ventiquattrenne originaria di Bergamo, della comunità Nuovi orizzonti di Piglio (Frosinone), mi crede un pellegrino e mi porge carta e matita. «Vieni – mi invita Sara, laureata in Scienze dell’educazione – ti mostro il cammino della Luce nella notte. Su questo foglietto devi scrivere le tue paure, i tuoi desideri, le tue aspettative. Poi accenderemo una candela che deporremo davanti all’altare, dove è esposto il Santissimo». Mi dice che posso prendermi tutto il tempo che voglio, «nel frattempo – mi assicura – io pregherò per te». Il mio foglietto va nel cestino “Dio ti ascolta” e devo pescarne uno dal cestino “Dio parla”, che potrò leggere quando vorrò. È la parte più suggestiva della veglia di San Giovanni Battista, animata da una sessantina di giovani di Nuovi orizzonti, che, come Sara, hanno consacrato la propria vita a Dio e aspettano di comprendere la loro missione nella vita.
Il silenzio e l’intimo raccoglimento di San Giovanni Battista convivono con i balli di Santa Maria in Vallicella, distante solo pochi passi. L’omelia del vicerettore del seminario Redemptoris Mater, don Gianvito Sanfilippo, ha riempito la chiesa: entrare è impossibile, ma la festa è anche fuori, sul sagrato. Un centinaio di giovani danza il girotondo caro alla comunità neocatecumenale. Chi già dorme avvolto nei sacchi a pelo non si lascia disturbare da chitarre e tamburelli. Un gruppo di disabili di lingua slava consuma la sua cena “al sacco”; poco più in là dei ragazzi fanno la fila per confessarsi. Tra di loro Davide Lanzani, ventitreenne seminarista del Redemptoris Mater e portiere della squadra vincitrice di tre titoli della Clericus Cup. «Questa serata mi riempie di speranza – spiega – perché vedo tanti giovani che invece di andare a fare baldoria a Campo de’ Fiori sono qui a pregare. È una bella testimonianza che mi conferma nella mia scelta. Ma se sono entrato in seminario lo devo a Papa Wojtyla e al suo invito: “Non abbiate paura”» .
Balli, canti e preghiere risuoneranno per le strade del centro di Roma ancora per diverse ore. Nel silenzio di un vicolo secondario, leggo la parola di Dio su un foglietto di carta: «Abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù». Tra poche ore, la proclamazione di un nuovo beato dimostrerà che è una strada percorribile. Per tutti.
2 maggio 2011