La nuova icona del santo farmacista

A Santa Maria in Portico in Campitelli benedetta l’immagine di San Giovanni Leonardi, patrono degli “speziali” di Francesco Lalli

Nacque a Diecimo, in provincia di Lucca nel 1541, imparò l’arte dello “speziale”, ma l’abbandonò poi per diventare sacerdote e curare così non solo i corpi ma anche le anime. Si tratta di San Giovanni Leonardi, divenuto da qualche mese patrono dei farmacisti, di cui il 9 ottobre ricorreva l’anniversario della morte. La consueta Messa solenne che ogni anno è celebrata in Santa Maria in Campitelli, retta dalla Congregazione dei Chierici regolari della Madre di Dio fondata dallo stesso Leonardi, questa volta ha avuto però un’appendice inconsueta nella benedizione di un dipinto raffigurante il santo. «Volevamo un’immagine di questo nostro recente patrono», ha spiegato Giuseppe Fattori, segretario nazionale dei farmacisti cattolici e presidente del Nobile Collegio degli speziali di Roma. «Così abbiamo commissionato la tela al pittore Claudio Lo Muscio. L’immagine sarà poi portata a dicembre nella nostra chiesa di San Lorenzo degli Speziali».

La celebrazione di martedì scorso, si situa, inoltre, nel cammino verso un importante evento: «Siamo nel triennio, cominciato nel 2007, che conduce verso il 4° centenario della morte di San Giovanni Leonardi, nel 2009 – spiega il parroco di Santa Maria in Campitelli, padre Tommaso Galasso -. Quest’anno abbiamo scelto il tema della missionarietà che fu per lui centrale, essendo stato cofondatore anche del Collegio Urbano di Propaganda Fide per le missioni». Numerose, infatti, le presenze del Collegio alla celebrazione. A cominciare da monsignor Massimo Cenci, sottosegretario della Congregazione per l’Evangelizzazione dei popoli, che ha presieduto il rito e ha ricordato così, durante l’omelia, la figura di San Giovanni Leonardi: «La sua attualità è straordinaria. La sua idea è quella di formare degli uomini per offrire una risposta, un’illuminazione ai cuori soffocati dagli affanni terreni. Si tratta di un concetto attualissimo, perché questo consumarsi per Cristo, questo rendere visibile la sua presenza in noi è compito d’ogni momento e d’ogni luogo, possibile a tutti, anzi, richiesto a ciascun cristiano».

16 ottobre 2007

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