L’emergenza caldo a Roma e nel Lazio
Le iniziative dell’amministrazione capitolina e di quella regionale per fronteggiare gli effetti delle alte temperature registrate in questi giorni di Claudio Tanturri
L’ondata di caldo sulla capitale prevista dalla Protezione Civile è arrivata. Cinque giorni di temperature massime percepite fino a 37°. Vista la situazione, per categorie sociali quali anziani, malati cronici, soprattutto quelli affetti da patologie respiratorie e cardiovascolari, o neonati e bambini piccoli, si può parlare di un vero e proprio stato di emergenza. Per fronteggiarlo si sono attivati sia il Comune che la Regione.
L’amministrazione capitolina ha redatto un vademecum con consigli essenziali «per prevenire o ridurre i rischi derivanti dal caldo sulla salute» in maniera efficace. Un elenco di «regole d’oro», come si legge sul sito dell’Urbe, «per ridurre l’impatto del calore in città», compilato con la collaborazione di Fernando Aiuti, professore di Medicina Interna, consigliere comunale e componente della Commissione salute. All’interno del vademecum, anche un programma complessivo di comportamenti da tenere in caso di malore, o per aiutare una persona malata o anziana in difficoltà per il caldo.
La Regione Lazio, dal canto suo, ha invece attivato un Piano d’emergenza per arginare gli effetti delle alte temperature di questi giorni sui cittadini. Già operativo, il progetto conta su un finanziamento di 2 milioni di euro e prevede l’intervento integrato dei medici di famiglia e della Protezione Civile. Guiderà l’iniziativa l’Osservatorio epidemiologico della Asl RM/E, mentre l’Agenzia di Sanità Pubblica (Asp) regionale si occuperà di “monitorare” gli anziani presenti nelle Residenze sanitarie assistenziali di tutto il Lazio.
Oggi – 26 giugno 2008 -, presso l’assessorato alla Sanità, è stata convocata una riunione con i medici di famiglia e tutti i soggetti coinvolti nel piano operativo per verificarne la puntuale operatività e apportare eventuali miglioramenti.
Sarà coinvolto anche il Centro di Competenza Nazionale per la prevenzione degli effetti del caldo del Dipartimento della Protezione Civile, le Asl del Lazio (Direzioni Sanitarie, Distretti Sanitari), i medici di medicina generale, che hanno un ruolo rilevante, il Comune di Roma (Assessorato ai Servizi Sociali), la Protezione Civile Locale e le associazioni di volontariato.
Verranno effettuate visite domiciliari in corrispondenza dei giorni in cui sono previste condizioni climatiche ad alto rischio per la salute (livello 3 del bollettino), secondo le seguenti modalità: se è previsto un livello 3 a 72 ore, il medico di base valuterà l’opportunità di programmare visite domiciliari; se è previsto un livello 3 a 48 ore, il medico di base entro 48 ore contatterà telefonicamente i pazienti inclusi nella sorveglianza e programma visite domiciliari in caso di accertata necessità; in caso di persistenza del livello 3, il medico di base manterrà un livello alto di sorveglianza con un monitoraggio delle condizioni cliniche del paziente. Il coordinamento del Sistema di sorveglianza eventi avversi nelle Residenze sanitario-assistenziali (Rsa) verrà effettuato da Laziosanità – Agenzia di Sanità Pubblica.
26 giugno 2008