«L’Europa tuteli la sua tradizione»

Il discorso del Papa di sabato 23 giugno ai docenti universitari e ai rettori convenuti per l’Incontro europeo di Pietro Mariani

«Oggi l’Europa deve tutelare la sua antica tradizione e riappropriarsene, se desidera restare fedele alla sua vocazione di culla dell’umanità». È il monito di Benedetto XVI ai popoli del vecchio continente nel discorso rivolto ai partecipanti all’Incontro europeo dei docenti universitari, ricevuti in udienza nella mattinata di sabato 23 giugno, nell’Aula Paolo VI. È stato il momento culminante della quattro giorni (con 47 convegni negli atenei romani) che ha visto la partecipazione di docenti provenienti da tutta Europa (Caucaso incluso), conclusa domenica 24 alla Lateranense e suggellata dalla celebrazione a San Giovanni in Laterano.

La “questione dell’uomo” – ha chiarito il Papa – «è essenziale per una comprensione corretta delle attuali evoluzioni culturali. Inoltre, offre un fermo punto di partenza allo sforzo delle università di creare una nuova presenza culturale e un’attività al servizio di una Europa più unita. Promuovere un nuovo umanesimo, infatti, implica una chiara comprensione di ciò che questa “novità” incarna veramente». Di fronte al cambiamento culturale in atto, «spesso considerato una “sfida” alla cultura universitaria e al cristianesimo stesso», occorre ricordare – ha puntualizzato il Santo Padre – che «storicamente l’umanesimo si è sviluppato in Europa grazie all’interazione feconda fra le varie culture dei suoi popoli e la fede cristiana».

Importante, secondo il Papa, lo studio della crisi della modernità. «L’antropocentrismo che caratterizza la modernità non può mai essere alieno da un riconoscimento della verità piena sull’uomo, che include la sua vocazione trascendente». Da Benedetto XVI arriva un nuovo invito ad allargare il concetto di “ragione” per «esplorare e comprendere quegli aspetti della realtà che vanno oltre la dimensione meramente empirica».

Quanto al contributo del cristianesimo, il Papa osserva che «il cristianesimo non va relegato al mondo del mito o dell’emozione, ma deve essere rispettato per il suo anelito a fare luce sulla verità sull’uomo». L’impegno della Chiesa è di far conoscere il Dio dal volto umano, rivelato in Gesù Cristo. E un servizio prezioso può essere fornito dalle università, in particolare su alcuni aspetti precisi: l’orientamento della ricerca, la promozione della dignità umana, la virtù della carità intellettuale, l’unità del sapere. Unità che può «incoraggiare la crescita dell’unità europea».

«Solo un’Europa consapevole della propria identità culturale – ha concluso il Papa – può rendere un contributo specifico alle altre culture, pur rimanendo aperta al contributo di altri popoli».

25 giugno 2007

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