Mandato ai catechisti, per testimoniare la fede

Nella basilica di San Paolo fuori le Mura la celebrazione presieduta dal cardinale Vallini:«Portate la fiamma dell’amore di Dio senza arroganza: non siamo noi che convertiamo, è il Signore che si serve di noi» di Michela Altoviti

Con un invito ad affrontare con ottimismo «le sfide di questa stagione complessa» il cardinale vicario Agostino Vallini ha aperto la celebrazione di sabato 27 ottobre durante la quale, nella basilica di San Paolo fuori le Mura, ha conferito il mandato ai catechisti della diocesi. Nel luogo «che conserva i segni della passione del grande evangelizzatore – ha detto il porporato – possiamo attingere quell’atteggiamento di fiducia in Gesù Cristo e nel suo spirito» che è necessario per trasmettere la fede e farla crescere.

É infatti questo «l’apostolato: non semplice contenuto, né pura organizzazione, ma qualcosa che tocca la vita e che infiamma il cuore di chi ci incontra». Essere catechisti è, quindi, «mettere nel cuore delle persone pace, gioia e amore attraverso la testimonianza» laddove quella autentica, ha spiegato Vallini, «scaturisce da un cammino personale contemplativo fatto di ascolto della Parola», capace di «dare frutti enormi, di diventare luce e coraggio».

Oltre che dal Vangelo, «il cammino di un catechista deve passare anche attraverso il sacramento della riconciliazione». Per questo Anno della fede, in particolare, il cardinale vicario ha invitato ciascuno a praticare con frequenza la confessione, «non per essere masochisti della coscienza ma per scorgere il riflesso della bontà di Dio nella nostra vita» che genera spontaneamente un maggiore amore per l’Eucaristia. La Messa non può che essere «il grande fuoco che scalda il cuore» – ha detto ancora il vicario del Papa -, «la dimensione che spontaneamente accresce lo sguardo di benevolenza verso gli altri», rendendoci persone positive, ottimiste, «uomini e donne di speranza, perché le nostre parrocchie devono essere sempre più fari di luce».

Ecco allora l’auspicio «che questo Anno della fede sia un’occasione spirituale che non ci allontani mai più dal Signore» e il monito: «Cresciamo nella santità!». Il mandato ai catechisti si è concretizzato, quindi, nell’invito a «portare la fiamma dell’amore di Dio senza arroganza e senza presunzione» perché «non siamo noi che convertiamo, è il Signore che tocca il cuore ma si serve di noi» e per questo – ha ribadito il cardinal Vallini – «non è necessaria solo la conoscenza, c’è bisogno che alla cultura venga data un’anima: l’esperienza di fede che si fa testimonianza».

Anche padre Raniero Cantalamessa, predicatore della Casa Pontificia che ha tenuto una meditazione su “Il catechismo della Chiesa cattolica nell’Anno della fede”, ha augurato ai tanti catechisti presenti di essere autentici testimoni, di avere una faccia che obblighi a credere in Dio». In particolare, il religioso ha commentato il brano di Ezechiele in cui «il profeta riceve dal Signore l’ordine di mangiare il rotolo che conteneva la sua Parola per trasformarla poi in Spirito e vita». «Oggi il vescovo di Roma – ha detto Cantalamessa – per mano del suo vicario, vi pone il rotolo» affinchè «annunciate agli altri non una teoria ma l’incontro con una persona».

E durante il rito quattro coppie di catechisti, a rappresentanza di tutti i presenti, hanno ricevuto dal cardinale Vallini quattro strumenti indispensabili alla loro azione pastorale: la Sacra Scrittura ai catechisti dei gruppi di ascolto del Vangelo; il Catechismo della Chiesa Cattolica a quelli dell’iniziazione cristiana; il Compendio a quelli di pastorale universitaria e, infine, il Sussidio di pastorale battesimale proprio «in quest’anno pastorale dedicato alla riscoperta del battesimo» come ha spiegato monsignor Andrea Lonardo, direttore dell’Ufficio catechistico.

29 ottobre 2012

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