Marino abolisce il termine “nomadi”

Il sindaco firma una circolare nella quale invita a usare l’espressione “Rom, Sinti e Caminanti”: «Atto simbolico, contro la discriminazione». Intanto le associazioni chiedono la chiusura dei campi di R. S.

Il sindaco Ignazio Marino torna sulla questione dei rom, firmando una circolare che abolisce il termine “nomadi” negli atti amministrativi e nella comunicazione istituzionale di Roma Capitale. «Credo che uno dei fattori centrali per superare le discriminazioni – afferma – sia quello culturale, affinché l’approccio metodologico di tipo emergenziale possa essere abbandonato a favore di politiche capaci di perseguire l’obiettivo dell’integrazione». In questo processo, continua il primo cittadino, «anche la proprietà terminologica utilizzata può essere, a un tempo, indice e strumento culturale per esprimere lo spessore di conoscenza e consapevolezza degli ambiti su cui si è chiamati ad intervenire». Nel linguaggio comune, avverte, le comunità Rom, Sinti e Caminanti vengono «impropriamente» indicate con il termine “nomadi”. Per questo motivo, si legge nella circolare di Marino, «chiedo che d’ora in poi – nelle espressioni della comunicazione istituzionale e nella redazione degli atti amministrativi – in luogo del riferimento al termine “nomadi” sia più correttamente utilizzato quello di “Rom, Sinti e Caminanti”».

Si tratta, per il sindaco, di una «apparentemente semplice» attenzione terminologica che però può testimoniare, questo l’auspicio, «la considerazione che l’amministrazione Capitolina rivolge a tutte le persone che vivono nel suo territorio. Un atto simbolico per il superamento di ogni forma di discriminazione». Intanto ieri, 8 aprile, Giornata internazionale del popolo rom, 11 associazioni capitoline hanno scritto a Marino chiedendo la chiusura dei campi della Capitale e lo stop del progetto di rifacimento del “villaggio attrezzato” di via della Cesarina, riconvertendo le risorse economiche in progetti di reale inclusione sociale. Fra i firmatari dell’appello, che invita a compiere «scelte politiche che cambino le condizioni di vita», Amnesty International, Atd Quarto Mondo e l’Osservatorio sul razzismo e le diversità dell’Università Roma Tre.

9 aprile 2014

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