Maya e millenarismi, ridicole pseudo-profezie

Le profezie “apocalittiche” che investono libri, giornali e tv sembrano essere diventati per alcuni un’autentica ossessione. Dinanzi a questi scenari i cristiani sono portatori di una nuova speranza di Aldo Buonaiuto

Era il 1993 quando a Waco, negli Stati Uniti, la setta dei “davidiani” metteva in atto un tremendo suicidio collettivo con l’uccisione di oltre 80 persone che attendevano l’apocalisse. In Svizzera, nel 1994, quarantotto adepti del gruppo denominato “Il Tempio del Sole” si suicidavano nella convinzione di evitare la fine del mondo trasferendosi nella stella Sirio. La setta apocalittica “Aum Shinrikyo” nel 1995, in Giappone, con l’intento di distruggere l’interno pianeta, diffondeva nella metropolitana il sarin, un gas nervino letale, che causava la morte di 13 persone e oltre seimila feriti.

Ora siamo giunti al fatidico 21 dicembre 2012. È questa l’ultima data prevista per la fine del mondo. Le profezie “apocalittiche” che stanno investendo libri, giornali e televisioni di questi tempi sembrano essere diventati per alcuni un’autentica ossessione. In tanti stanno guadagnando grazie a queste strampalate teorie farcite di calendari Maya, numerologia, occulte ricorrenze e qualche sparuto rudimento scientifico. Trascorso il 21 dicembre sicuramente costoro inventeranno nuove trappole capaci di continuare ad imbrogliare la gente. Il mondo della comunicazione ha la precisa responsabilità di non divulgare false informazioni che possono risultare pericolose.

Sebbene alcuni credano e seguano queste “dottrine” in completa buona fede, non è possibile trascurare la presenza di tanti truffatori che speculano su tali avvenimenti spingendo le persone, spesso quelle più fragili, verso comportamenti che possono divenire anche drammatici. Nel recente passato, infatti, si sono verificati dei suicidi di massa causati da santoni di sette millenariste che utilizzavano il concetto di profezia proclamando la fine del mondo. Tali realtà occulte adescano proseliti facendo leva sulle angosce recondite presenti in ogni essere umano: la paura del dolore, delle sciagure, della morte. Ma, per un credente, la morte è una verità incontestabile che non sta a lui cercare di determinare poiché è solo nelle mani di Dio.

Oggigiorno si denota un preoccupante proliferare di corsi che promuovono chissà quali “potenziali energetici” nell’individuo umano il cui “io” si erge addirittura al di sopra dell’Onnipotente. Conseguentemente, i malcapitati cambiano radicalmente i loro atteggiamenti separandosi dai propri cari e lasciando tutto pur di seguire quel guru che si presenta come il ritratto della pace, della semplicità e dell’amore ma, alla luce dei fatti, è il responsabile di ogni sorta di divisione interiore e familiare.

La concezione millenaristica della storia è presente nei messaggi di numerose sette, anche molto note, diffuse in ogni parte del mondo. Nei culti ufologici gli alieni sarebbero in grado di comunicare ai terrestri delle incredibili rivelazioni, anticipando disastri e catastrofi. Il satanismo apocalittico, invece, rappresenta l’ulteriore degenerazione delle ideologie demoniache che si prefiggono di portare l’umanità all’autodistruzione.

Alcuni di questi gruppi estremi vengono annoverati addirittura tra i possibili finanziatori di movimenti e di organizzazioni terroristiche internazionali. In internet è possibile trovare i loro deliranti propositi: «Fu la setta dei (…) a suggerire ai colonnelli di Al Qaeda gli attentati dell’11 settembre. Credevate che lui [Lucifero”> volesse solo trasformare il mondo in una Babilonia e così farla vivere per sempre, nella corruzione e nella apostasia (…) poveri illusi, magari gli bastasse solo questo!!! Da questo punto di vista è insaziabile per il suo odio antico: dopo la distruzione spirituale viene quella fisica. Il vento di Hiroshima si avvicina, le macerie di Dresda invocano altre macerie, i morti altri morti e quando un giorno camminando da sopravvissuti, a Roma come a Tokyo, a New York come a Bagdad, vi sembrerà di essere in visita agli scavi di Pompei, allora, solo allora, satana starà festeggiando con i suoi accoliti nelle fiamme dell’inferno…».

Dinanzi a questi oscuri scenari i cristiani sono portatori di una nuova speranza: credono infatti nella “parusia”, vale a dire l’attesa della seconda venuta del Signore Gesù, che non ha alcun legame con le ridicole predizioni e pseudo-profezie di questi giorni. I cattolici purtroppo a volte conoscono meglio certe “mode” orientaleggianti e simil-religiose che la propria fede, valore inestimabile da difendere ed approfondire. I credenti in Cristo non hanno “energie” da inseguire, ma sperimentano l’intervento concreto di Dio attraverso l’incarnazione del Verbo e la presenza dello Spirito Santo.

Il Papa recentemente ha affermato: «Gesù non descrive la fine del mondo, e quando usa immagini apocalittiche, non si comporta come un “veggente”. Al contrario, Egli vuole sottrarre i suoi discepoli di ogni epoca alla curiosità per le date, le previsioni, e vuole invece dare loro una chiave di lettura profonda, essenziale, e soprattutto indicare la via giusta su cui camminare, oggi e domani, per entrare nella vita eterna». La menzogna su un’imminente catastrofe non può e non deve distogliere l’attenzione dall’evento veramente importante di questo tempo: il Natale, la nascita dell’Emmanuele, il “Dio con noi”.

18 dicembre 2012

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