Medicinali usati, al via un progetto di raccolta permanente

Si chiama “Dona un farmaco a chi ne ha bisogno” l’iniziativa promossa da Roma Capitale insieme a Banco Farmaceutico e Farmacap. Coinvolta l’intera rete delle farmacie “comunali” di F. Cif.

La rete delle farmacie Farmacap

Creare una rete che raccoglie e distribuisce ai più bisognosi medicinali ancora validi che altrimenti andrebbero gettati. Nasce con questo obiettivo il progetto “Dona un farmaco a chi ne ha bisogno”, presentato ieri, mercoledì 10 aprile, dal vicesindaco Sveva Belviso, dal presidente della fondazione Banco Farmaceutico Paolo Gradnik, dal presidente di Farmacap Vincenzo Maria Saraceni e da Piergiorgio Benvenuti, presidente di Ama.

Il progetto, al via sperimentalmente per un anno ma destinato a diventare permanente, prende corpo grazie alla collaborazione tra Banco Farmaceutico, Farmacap, l’azienda che riunisce la farmacie già dette “comunali”, Ama e le Asl romane. L’idea è semplice: chi ha in casa medicinali ancora validi ma non più necessari, invece di buttarli può portarli in una delle 43 farmacie di Roma Capitale gestite da Farmacap e inserirli nei contenitori predisposti per la raccolta (quelli con la scritta “Aiutaci ad aiutare chi ha bisogno. Recupero farmaci validi non scaduti”). Si possono avviare a questa particolare filiera del recupero tutti i prodotti tranne i farmaci che vanno conservati a temperature controllate, quelli ospedalieri di fascia H e tutti quelli contenenti sostanze psicotrope e stupefacenti.

Tocca quindi al farmacista il compito di controllare le condizioni dei prodotti (data di scadenza, integrità della confezione, corretta conservazione) e selezionare quelli realmente utilizzabili, che vengono raccolti periodicamente da un rappresentante del Banco Farmaceutico. Seguono ulteriori verifiche mediche; infine gli stock di farmaci vanno a una serie di enti assistenziali che se ne servono per curare indigenti e persone bisognose. Tra questi, Centro Astalli, Comunità di Sant’Egidio – Acap, Croce Rossa Italiana (comitato locale di Roma). E ancora, Medici per i Diritti Umani, Roma 81, Comunità Mondonuovo onlus, Fondazione del Cuore, Il Fiore del Deserto, Istituto di Medicina Solidale, PID (coop. sociale Pronto Intervento Disagio).

Il progetto nasce nella scia della Giornata nazionale della Raccolta del farmaco promossa dal Banco Farmaceutico, che ogni anno vede l’adesione di oltre 3.200 farmacie in tutta Italia e che in 12 anni ha consentito di raccogliere oltre 2,7 milioni di prodotti, per un valore di circa 17 milioni di euro. «In un momento difficile per la nostra economia – ha sottolineato il vicesindaco Sveva Belviso – anche i farmaci dimenticati nelle nostre case sono una risorsa nascosta e possono rappresentare un bene prezioso per chi non riesce ad avere un facile accesso alle cure». Basta «un piccolo gesto», quello della donazione, per produrre «un grande risultato». Questa l’idea al cuore del progetto di raccolta permanente del farmaco che Roma, ha sottolineato il vicesindaco, «è la prima città in Italia a sperimentare».

Tra gli obiettivi non c’è solo quello di ovviare al danno economico e ambientale incalcolabile che deriva dallo smaltimento non corretto dei prodotti farmaceutici. Il progetto infatti favorirà la creazione di un data base del bisogno sanitario: il Banco Farmaceutico controllerà periodicamente con il suo sistema online i farmaci raccolti e potrà così monitorarne quantità e tipologie, stilare statistiche dei pazienti assistiti (e relative patologie) e del risparmio conseguito grazie al recupero dei medicinali. Dal loro canto, gli enti convenzionati potranno caricare nel data base il proprio fabbisogno annuale di farmaci e una serie d’informazioni sulle caratteristiche sociali e sull’età dei pazienti, oltre che sui loro problemi di salute.

11 aprile 2013

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