Modello Eas, prorogati i termini

L’Agenzia delle Entrate ha fissato al 31 dicembre 2009 la scadenza per presentare il modello per onlus e piccole associazioni del Terzo Settore. Almeno 150mila enti tenuti al nuovo obbligo di Elisa Storace

Buone notizie per le onlus e le piccole associazioni. Accogliendo la richiesta avanzata dal Forum del Terzo Settore, l’Agenzia delle Entrate ha annunciato la proroga al 31 dicembre per la compilazione e la trasmissione telematica del modello Eas (Enti Associativi). Si tratta del modulo per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini fiscali da parte delle associazioni, adempimento previsto dall’articolo 30 del decreto legge 185/08 (il cosiddetto “decreto anticrisi”, convertito nella legge 02/09). Compilarlo è fondamentale: le associazioni rischiano, altrimenti, di essere considerate, ai fini fiscali, alla stregua di enti commerciali.

Secondo i dati forniti dalla stessa Agenzia delle Entrate, al 2 dicembre scorso erano solo 15mila le associazioni che avevano inviato il modello, su una platea di oltre 200mila enti, di cui almeno 150mila tenuti al nuovo obbligo.

«L’Agenzia delle Entrate – si legge nel comunicato con cui la Direzione centrale per i servizi ai contribuenti ha annunciato la proroga -, in considerazione dell’ampia platea di soggetti interessati all’adempimento, in larga parte composta da piccole associazioni, ha deciso di concedere quindici giorni in più per la compilazione e la trasmissione telematica del modello». Nel comunicato, l’amministrazione ricorda poi che gli uffici locali «sono a disposizione per offrire assistenza nella compilazione e per l’invio».

Le associazioni che non presenteranno entro il nuovo termine il modello per il censimento fiscale rischiano la revoca delle agevolazioni sull’Iva e sull’Ires (l’imposta sui redditi), per cui, per continuare a beneficiare delle norme di defiscalizzazione di quote sociali e corrispettivi da soci, l’invio del modello è obbligatorio.

Finora, a livello nazionale, un quarto dei modelli Eas presentati sono stati raccolti dai Caf (Centri di assistenza fiscale) delle Acli: «Trattandosi, di fatto, di una certificazione che incide sulla definizione fiscale degli enti – spiega il direttore Caf Acli di Roma, Maurizio Basaglia – l’associazione che non rispettasse l’obbligo di risposta al questionario entro il termine stabilito, per il fisco diverrebbe automaticamente un ente commerciale, con tutti gli obblighi che ne conseguono».

Un pericolo che sussiste soprattutto per le realtà associative più piccole, spesso fuori dal circuito informativo e quindi non a conoscenza di questa scadenza. «Per cercare di venire incontro a tutte le associazioni, i nostri Caf – ricorda Basaglia – sono a disposizione per fornire l’assistenza necessaria ad una corretta compilazione del modello, per la trasmissione dello stesso all’Agenzia delle Entrate e per verificare eventuali requisiti di esclusione dall’obbligo».

«Dare un seguito positivo alla nostra richiesta sino al termine massimo permesso dall’attuale normativa e comprenderne le motivazioni – ha dichiarato Andrea Olivero, portavoce del Forum del Terzo Settore – conferma la bontà del lavoro svolto insieme, e la positiva collaborazione tra i due Enti. Per parte nostra continueremo ad operare per la massima divulgazione di tale adempimento».

Per ogni informazione relativa all’argomento, per sapere dove sono i Caf Acli e per ulteriori approfondimenti sul tema è possibile consultare il sito: www.caf.acli.it

22 gennaio 2009

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