No al lavoro domenicale. Le associazioni con il Papa

Acli: «Dito nella piaga dell’economicismo esasperato». Alleanza cooperative: «Fondamentale rotazione dei turni. Tutta la cooperazione impegnata nella conciliazione vita/lavoro» di Redattore Sociale

Una domenica libera dal lavoro, da passare in famiglia. Il richiamo del Papa, pronunciato all’Università del Molise a Campobasso, trova consensi e richieste di un nuovo modello di lavoro. Per Gianni Bottalico, presidente nazionale delle Acli, il pontefice «parlando del rispetto del riposo domenicale ha messo il dito nella piaga di quell’economicismo esasperato a cui tutto pare subordinato», mentre per combattere la crisi occorre avere «il coraggio di rompere gli schemi» e dare priorità non all’economico ma all’umano e al gratuito.

Per le Acli è «urgente attuare un nuovo patto per il lavoro» perché solo «mettendo insieme le forze in modo costruttivo, famiglie, lavoratori, imprese, istituzioni, organizzazioni sociali, si può reagire a questa crisi, ricollocando al primo posto il bene comune ed affrancando il nostro popolo e la nostra economia dal primato del profitto e della speculazione finanziaria».

Per l’Alleanza delle Cooperative Italiane, garantire i tempi di vita dei lavoratori e i servizi ai cittadini anche di domenica è possibile ma «occorre una buona organizzazione del lavoro che si raggiunge attraverso una rotazione equilibrata nelle imprese, che garantisca i servizi all’utenza e la necessaria produttività delle imprese». In questi casi, commenta l’organizzazione, diventa «fondamentale la rotazione su turni, perché tutti i lavoratori abbiano comunque domeniche libere da dedicare alla famiglia e alla propria vita privata, nonché comunque il massimo rispetto possibile verso le principali festività religiose e civili». Su questi temi, ricorda l’organizzazione, «tutta la cooperazione èimpegnata, con specifici progetti di conciliazione vita/lavoro».

Sul richiamo di Papa Francesco al lavoro come strumento per garantire la dignità delle persone, l’Alleanza delle cooperative rimarca: «È da sempre tra le priorità delle nostre imprese che anche durante gli anni più bui della crisi, anche a costo di grandi sacrifici, hanno mantenuto e spesso incrementato l’occupazione, e delle nostre associazioni, impegnate in questi mesi soprattutto per sostenere il lavoro giovanile».

7 luglio 2014

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