Nona Giornata della colletta alimentare
Il 26 novembre i volontari del Banco Alimentare nei supermercati per la raccolta di beni non deperibili di Federica Cifelli
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Olio, omogeneizzati e prodotti per l’infanzia, tonno e carne in scatola, pelati e legumi in scatola. Beni a lunga conservazione e non deperibili con cui riempire il carrello della spesa domani, nona Giornata nazionale della colletta alimentare. Un’occasione per «ricordare a un popolo distratto l’indigenza – spiegano alla Fondazione Banco Alimentare che dal 1997 organizza la Giornata insieme alla Federazione dell’impresa sociale e alla Compagnia delle Opere -, richiamandolo alla carità e permettendo a milioni di italiani di contribuire all’attività del Banco, donando alcuni prodotti alimentari appositamente acquistati nei supermercati».
Il funzionamento è semplice: migliaia di volontari domani accoglieranno i clienti in moltissimi supermercati di Roma e non solo, distribuendo a quanti fanno la spesa il sacchetto della colletta e un volantino con l’indicazione dei prodotti da scegliere. All’uscita altri volontari raccoglieranno le donazioni sistemandole in scatoloni che saranno poi raccolti nei vari magazzini regionali per essere ridistribuiti fra le associazioni impegnate nell’assistenza ai poveri convenzionate con il Banco Alimentare. Quasi 7 milioni i chilogrammi di prodotti raccolti lo scorso anno in 5.283 supermercati sparsi in tutta Italia, per un valore commerciale di 22.308.455 euro. 4 milioni e mezzo gli italiani coinvolti nell’iniziativa dai 19 Banchi Alimentari attivi su tutto il territorio nazionale. Quello del Lazio, che ha sede a Roma in via Liberiana 17 (tel. 06.48907463), nello scorso anno ha assistito 63.389 persone, per un totale di 2.058 tonnellate di cibo distribuite.
L’attività dei Banchi Alimentari infatti non si ferma alla Giornata nazionale. La lotta contro lo spreco e la fame continua quotidianamente grazie alla collaborazione con le aziende di produzione agro-alimentare e con le catene della grande distribuzione. I Banchi raccolgono gratuitamente i prodotti alimentari destinati alla distruzione perché non più commercializzabili per ragioni di mercato, anche se perfettamente commestibili. Soprattutto derrate frutto di eccedenze alimentari, che vengono raccolte nei magazzini, catalogate, suddivise e consegnate gratuitamente a centri di solidarietà, strutture di accoglienza, Caritas parrocchiali, comunità di recupero e cooperative sociali che operano in risposta a varie forme di disagio. Un lavoro di rete, dunque, «che non si sostituisce al lavoro di quanti lottano efficacemente contro l’emarginazione ma aiuta chi aiuta», sottolineano i responsabili.
Dal 1998 al 2004 il Banco del Lazio – portato avanti da 1 dipendente, 5 collaboratori e 40 volontari – ha recuperato e distribuito 7.569 tonnellate di prodotti, per un valore commerciabile stimabile intorno ai 18 milioni di euro. Dati che sono cresciuti anno dopo anno, come quelli della Colletta, che lo scorso anno in tutta la regione ha visto impegnati 3.500 volontari in quasi 200 punti vendita. Più di 333 le tonnellate di prodotti raccolti: un quarto in più rispetto al 2003.
25 novembre 2005