Omaggio a Fabbri, autore dimenticato

Al Valle lo spettacolo forse più celebre dello scrittore scomparso nel 1980, “Processo a Gesù”, per la regia di Maurizio Panici di Toni Colotta

Ci perdonino i lettori se, per una volta tanto, non parleremo di spettacoli che restano in scena da qui ai prossimi giorni. Vogliamo dedicare il nostro spazio a un autore di cui si celebra il centenario della nascita, Diego Fabbri. Al Valle, con l’egida del Ministero Beni Culturali, per la ricorrenza si è allestita una serie di eventi, fino a domenica scorsa, appunto già svolti salvo una piccola coda. Ma la figura dello scrittore romagnolo, scomparso nel 1980, meritava comunque una riflessione che lo ricordasse degnamente come drammaturgo, autore tv, giornalista, su cui ha fatto luce una giornata di studio.

Per il teatro è andata in scena al Valle l’opera sua più famosa e rappresentata, “Processo a Gesù”, il clou di questa rievocazione. Proprio in un’intervista al nostro giornale qualche mese fa il figlio Nanni Fabbri, che ne custodisce con cura la memoria, osservava amaramente che, al di fuori di certe occasioni, raramente si mettono in scena le opere del padre «perché le hanno bollate come scritte da un autore cattolico, quasi fosse una cosa deteriore». Purtroppo è così. Chi scrive ne fu testimone, voce amica ma debole contro l’«establishment» dei mass media che contavano. Non c’è che da lodare perciò il Ministero per avere ospitato questo recupero di un’opera singolare, teatralmente suggestiva, che può perfino sconcertare. Comunque, dopo il debutto nel 1955 al Piccolo di Milano, fu applaudita e discussa in mezzo mondo.

Diego Fabbri partiva da una notizia: giuristi anglosassoni negli anni ’30 avevano «ricelebrato» a Gerusalemme fra gli ebrei il processo al Nazareno, concludendolo con una sentenza di assoluzione. Analogamente la struttura teatrale ideata da Fabbri immagina che un gruppo di israeliti giri per il mondo insieme ad alcuni recitanti per «rappresentare» il rito accusatorio e di difesa del Cristo con le testimonianze di apostoli, della Madonna, di Giuseppe, della Maddalena, di Pilato e di Caifa fra gli altri; nonché le reazioni di un sacerdote cattolico, di uno spretato, di gente semplice del popolo. Per poi concludere su uno stallo dubitativo di parte ebrea e una ricarica di speranza dei cristiani intervenuti.

Materia esaltante ed inquietante ancora in questa ripresa di “Processo a Gesù”, in cui il regista Maurizio Panici ha coordinato un manipolo di attori e attrici ispirati ed efficaci nella tensione e nel lirismo, con Massimo Foschi e Angiola Baggi in evidenza.

18 aprile 2011

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