Parte il progetto «Per un web sicuro»
L’iniziativa per un uso responsabile della rete coinvolge 30 scuole e 5 regioni. Il tour parte dalla Capitale il 27 ottobre e interessa diversi istituti. Secondo una ricerca 7 minori su 10 passano un’ora al giorno sul web di R. S.
Presentato al Viminale il progetto «Per un web sicuro», promosso da Moige, movimento genitori, in collaborazione con Trend Micro, Cisco, polizia postale e delle comunicazioni con il patrocinio di Anp, l’associazione nazionale dirigenti e alte professionalità della scuola, con l’obiettivo di sensibilizzare ragazzi, genitori e insegnanti su un uso corretto e responsabile della rete. Madrina dell’iniziativa è Milly Carlucci. Il progetto prevede la realizzazione nelle scuole selezionate di incontri con gli studenti e docenti, nel corso dei quali dei volontari discuteranno con i ragazzi sull’uso corretto di internet. Saranno anche organizzati incontri per i genitori.
La campagna coinvolgerà 30 scuole medie in 5 regioni italiane, Lazio, Lombardia, Piemonte, Campania, Puglia, incontrando oltre 10.000 studenti e 21.000 adulti fra genitori e docenti. Il tour parte il 27 ottobre da Roma, dove rimarrà fino a giovedì 10 novembre.
Da una ricerca condotta da Swg per il movimento dei genitori, 7 minori su 10, ogni giorno, usano internet. E mediamente, secondo i genitori, i minori passano 52 minuti al giorno in internet. E col crescere aumenta anche il tempo che passano in rete: da poco più di mezz’ora al giorno tra i 6 e i 7 anni, a un’ora e mezza tra i 10 e i 13 anni. Il 44% lo usa per gioco, mentre il 40% come aiuto nello studio. Per i più grandi, invece, la rete diventa uno strumento di socializzazione: il 58% dei genitori di bambini dai 12 ai 13 anni sostiene che i figli visitano solitamente i siti dei social network e dei motori di ricerca. Facebook la fa da padrone: quasi 9 ragazzi su 10 lo preferiscono. Però l’utilizzo di questi mezzi non è accompagnato da una adeguata consapevolezza dei pericoli per la privacy e da una sufficiente conoscenza delle necessarie misure di protezione. Ad esempio, solo 3 adulti (30%) e 4 ragazzi su 10 (40%) sanno come impostare le regole di privacy nei social network.
Le misure di controllo e prevenzione adottate dai genitori, di fatto, non sembrano tra le più severe ed efficaci: 6 genitori su 10 (60%) si limitano a parlare genericamente dell’argomento con i propri figli, 4 su 10 (43%) navigano insieme a loro (ma solo il 28,1% se i figli hanno 15-16 anni) e 3 genitori su 10 (33,3%) condividono la scelta dei siti da visitare. Il 40% controlla periodicamente i siti visitati e le attività online, mentre pochissimi, solo 8 genitori su 100 (7,8%), utilizzano le funzioni di parental control messe a disposizione dai software di sicurezza. Inoltre 6 genitori su 10 (61%), pur consentendo la navigazione su internet, non nascondono tuttavia una forte preoccupazione. La pedofilia (44%), gli incontri pericolosi (39%), la pornografia (35%) e la perdita di contatto con la realtà (35%) sono i principali motivi di preoccupazione.
Dai dati forniti dalla polizia postale e delle comunicazioni, la pedofilia on line è l’emergenza maggiore per ciò che concerne il web: dal 1° gennaio al 30 settembre 2011, sono stati effettuati ben 16.142 monitoraggi e 554 perquisizioni. I denunciati sono stati 685 e gli arrestati 39. Segue la pirateria informatica: nello stesso periodo, vi sono state 264 denunce e 56 perquisizioni, che hanno condotto all’arresto di 2 persone.
Per informazioni: www.genitori.it
27 ottobre 2011