Pasqua, morte e risurrezione in musica

I versi spirituali delle “Note parlate” a Palazzo Braschi introducono alla Settimana Santa. Che si apre con la “Passio” di Cascioli in Sala Casella. A seguire, la “Passione secondo Matteo” di Bach a Santa Cecilia di Mariaelena Finessi

In occasione della Settimana Santa le istituzioni musicali della Capitale offrono un repertorio in cui viene sottolineato il legame tra la vita e la morte, dove la seconda è passo necessario perché la prima sia eterna: un “per sempre” che i musicisti d’ogni epoca, spesso anche atei, non hanno potuto fare a meno di tradurre in uno spartito.

Nei giorni che precedono la Pasqua, Roma apre le porte delle sue più importanti istituzioni musicali per dei concerti che vogliono ricordare questo insondabile mistero cristiano. Tra i vari appuntamenti con la classica, si ricorda una prima esecuzione assoluta: la “Passio” di Pier Paolo Cascioli, commissione della Filarmonica Romana, preceduta da una originale trascrizione per quattro violoncelli della “Quinta Suite” per violoncello solo di Bach nell’arrangiamento di Laszlo Varga. Il concerto, che si terrà lunedì 25 marzo nella Sala Casella (via Flaminia 118), sarà registrato da Rai-Radio3 per successive trasmissioni e sarà preceduto dal consueto incontro degli artisti con il pubblico. Melologo con voce narrante, un soprano, un contralto, una viola, sei violoncelli, un contrabbasso e percussioni, «Passio – così il giovane Cascioli racconta la sua ultima composizione – è un racconto intenso e contemporaneo sull’aspetto del dramma, delle passioni dei personaggi coinvolti. Non uno sguardo disperato sulla condizione umana e sulle sue tante miserie ma la ferma convinzione che anche il più atroce dei dolori ha il suo alto senso se lo si accetta, a tal punto da rende accessibili all’uomo vie inattese verso orizzonti nuovi, sereni, ampi e definitivi».

In calendario non può mancare la “Passione secondo Matteo” di Johann Sebastian Bach, composta nello stile dell’oratorio sacro e dunque suddivisa in brani corali, strumentali, arie per voci soliste e, naturalmente, recitativi: una sterminata partitura, fatta di abbaglianti squarci narrativi e di violentissima teatralità. A eseguirla, nelle serate dal 23 al 26 marzo, sarà Antonio Pappano insieme all’Orchestra e al Coro dell’Accademia di Santa Cecilia e a un gruppo di splendide voci soliste. Pietra fondante della musica occidentale, la pagina bachiana sul Cristo denudato da ogni flatus vitae è capolavoro che trascende l’epoca e il contesto storico in cui ha visto la luce. Eseguita per la prima volta il Venerdì Santo dell’11 aprile 1727 davanti ai fedeli che affollavano la chiesa di San Tommaso (Lipsia) dove Bach era kantor, forse ignari che lì si stava compiendo la storia della musica, la “Passione” venne replicata nel Venerdì Santo 1729. Iil Thomaskantor la modificò nel 1736, questa volta includendo due organi nella strumentazione. Il baronetto, sir Pappano, sarà protagonista il prossimo 6 aprile (ore 10.15) di un’intervista: ad interrogarlo sul tema della Passione e della fede legata all’arte, sarà l’arcivescovo Giovanni D’Ercole durante la trasmissione di Rai 2 “Sulla Via di Damasco”.

Un altro intenso dialogo sarà presentato a Palazzo Braschi, dal oggi, 22 marzo, a lunedì 25, con il concerto a più tappe “Note parlate”: musica e parole coinvolgono affermati musicisti e poeti fra i maggiori del panorama poetico-letterario contemporaneo italiano per alcuni dei più famosi versi dedicati alla Pasqua e alla spiritualità.

22 marzo 2013

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